Una leggenda racconta che Giulio e Giuliano, fratelli, giunsero Gozzano. Erano soliti andare al lago d’Orta e dalle sponde osservavano lo scoglio roccioso e inospitale che fuoriusciva dalle acque. Pare che questo scoglio fosse però la tana di un drago, una creatura che abitualmente saziava la propria fame attaccando il bestiame, distruggendo case e raccolti e, talvolta, divorando anche qualche persona.
Con questo blog, io vi voglio far conoscere la cultura e la lingua italiana nel mondo, giacché l'Italia è una grande potenza culturale, troppo spesso inconsapevolmente...
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domenica 4 febbraio 2018
venerdì 17 febbraio 2017
IL TEATRINO DELLE MASCHERE: Bicciolano
Bicciolano è la maschera simbolo del Carnevale di Vercelli, in Piemonte. La sua figura è sempre abbinata a quella della sua amata “Bela” Majin. La storia di questo personaggio, intelligente e pieno di buone intenzioni, è un intreccio di verità e leggenda e si colloca a cavallo tra ’700 e ’800 quando a Vercelli visse un certo Carlin Belletti detto, appunto, il “Bicciolano”.
giovedì 5 gennaio 2017
Sesia
Il fiume Sesia presso Riva Valdobbia
Il Sesia (la Sesia nel vercellese; Tseschra in walser) è un importante fiume del Piemonte (pur con brevi sconfinamenti in Lombardia), uno dei più lunghi della regione (140 km) e un notevole affluente di sinistra del fiume Po.
Il corso del fiume
Il corso del Sesia
Il Sesia nasce dal Monte Rosa a circa 2.500 m s.l.m. dal ghiacciaio omonimo. Scende quindi rapidissimo lungo la Valsesia, ricevendo in questo tratto le acque di numerosi torrenti, che ne arricchiscono notevolmente la portata: il Sermenza, l'Otro, il Vogna, l'Artogna, il Sorba ed il Rio di Valmala.
Giunto presso Varallo riceve l'importante apporto idrico del Mastallone e compie un'ampia curva assumendo direzione sud, raggiungendo in breve la cittadina di Borgosesia, dove riceve un altro importante affluente: il Sessera. Da qui bagna Serravalle Sesia terminando il suo alto corso e aprendosi la strada verso la pianura.
Sfiora Gattinara, Prato Sesia (dove riceve il Roccia ed il Mologna) e Romagnano Sesia, fungendo anche da confine tra la provincia di Vercelli e la provincia di Novara, allargando notevolmente il suo letto e diramandosi in vari bracci secondari. Dopo il comune di Ghemme segue quasi parallelo un tratto dell'Autostrada Voltri-Gravellona e, sempre dirigendosi verso sud bagna Carpignano Sesia e Ghislarengo; presso Greggio interseca l'A4 e viene anche sottopassato dal Canale Cavour grazie ad una tomba a sifone, lunga circa 256 metri.
Raggiunto il centro di Oldenico riceve da destra l'importante contributo del Cervo, suo principale affluente; di qui in poi, con portata più costante, lambisce la parte est della città di Vercelli dove è anche pesantemente arginato. Nei pressi della città riceve in destra idrografica le acque in esubero trasportate dal Naviglio di Ivrea, un canale artificiale che prende origine dalla Dora Baltea e fornisce acqua alle risaie della pianura vercellese occidentale. Giunto quindi nei pressi del comune di Palestro devia una parte delle sue acque al roggione di Sartirana ma, d'altra parte, riceve quelle in esubero dallo scaricatore Busca-Biraga; da qui in poi, il Sesia, prende a scorrere sinuoso sul confine tra Lombardia e Piemonte e riceve da destra presso Caresana il torrente Marcova. Più a valle della confluenza con il Marcova, riceve l'apporto del torrente Bona. Infine, dopo essere stato attraversato dal ponte di Terranova (Candia Lomellina), confluisce da sinistra nel Po.
Sport
Pagaiando in Piemonte lungo le limpide e dolci acque del fiume Sesia...
un paradiso per gli amanti della canoa!!!
Particolarmente adatto, nel suo tratto vallivo, per le attività canoistiche, nel 2001 il fiume è stato sede dei campionati europei di kayak e nel 2002 dei campionati mondiali. Ospita anche diverse scuole di canoa.
mercoledì 24 febbraio 2016
I “FIORETTI” DI SAN GIOVANNI BOSCO: LA MARCHESA DI BAROLO
Godeva di gran fama in Torino e in tutto il Piemonte la Marchesa di Barolo, signora ricchissima e di grande pietà, tutta dedita a opere di beneficenza. Costei, piena di venerazione per don Bosco, vedendolo ridotto in fin di vita, ritenne necessario un suo energico intervento, perché abbandonasse l’Oratorio. Un bel giorno, chiamatolo a sé, prese a dirgli: “Don Bosco, intendo farle una proposta per lei assai vantaggiosa. Lasci i suoi ragazzi, e passi alla direzione dei miei Istituti”. Don Bosco senza esitare, rispose: “Che dice, signora?... Lasciare i miei ragazzi?... Oh no! Io non posso, non debbo abbandonarli. Vostra signora ha molti denari e mezzi, troverà facilmente chi la possa aiutare. Chi invece si prenderà cura di questi miei fanciulli?”. “Dunque, lei preferisce i suoi piccoli vagabondi ai miei Istituti? E che cosa potrà fare, così povero, senza un soldo e senza aiuti?”. Continuò don Bosco: “Signora Marchesa, io sono povero, non ho un soldo, ma non ho bisogno di lei!”. “Ecco il superbo! Si trova nella miseria e non ha bisogno di me!”, esclamò la Marchesa. “No, signora, non ho bisogno di lei, ma qualora la Provvidenza dovesse servirsi di lei per aiutarmi, ne approfitterei ben volentieri e gliene sarei riconoscente”. “No! No! A don Bosco niente. Non mi venga più innanzi, perché gli chiuderei la porta in faccia”.
Don Bosco se ne partì inchinandola profondamente. La Marchesa che, dopo tutto, era donna di insigne pietà e fine criterio, ritornò a più miti consigli e di tanto in tanto mandava a don Bosco le sue generose offerte.
L. Chiavarino
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