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domenica 18 novembre 2018

NOVEMBRE DA FAVOLA


I racconti di Dana.

Ancora un delizioso racconto, questa volta su Novembre, questo mese di passaggio verso il freddo Inverno...

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domenica 26 novembre 2017

"La mela di Newton" di Pierluigi Cappello


Verrà l’inverno, la più metafisica delle stagioni. La più propizia all’immaginazione e alle amicizie. La terra si farà bruna, i rami si faranno neri, le erbe e le stoppie, tutto il mondo piegherà le vertebre al sonno.

domenica 6 novembre 2016

IL RACCOGLIMENTO DI NOVEMBRE di Dana Carmignani


Anche un mese solitamente mesto come novembre può dare spunto a diverse considerazioni e riflessioni, come in questo delizioso racconto di Dana.

IL RACCOGLIMENTO DI NOVEMBRE 
di Dana Carmignani

La malinconia pigliava un po' tutti dopo ottobre. Finiti i giorni che ancora davano un po' di tepore, finiti anche i lavori più grossi della campagna, bestie e uomini si riposavano. Il grano covava già sottoterra, l'uva stava diventando ormai vino nelle botti, il fieno gonfiava la cascina, il fuoco cominciava ad andare tutto il giorno.

Era lì, dove capivo bene la realtà di quei vecchi che mi circondavano, lì, accanto al fuoco, nelle giornate ormai piovose e fredde del mese, mi accorgevo di quanto semplice fosse affrontarle le malinconie, perchè esattamente come le avversità della vita, quegli uomini e quelle donne, se le vivevano molto semplicemente. Non se le scrollavano di dosso esasperandosi o esagerando attività, anzi al contrario, se ne stavano tranquilli pareva, quasi grogiolandocisi dentro.

Si vedeva dai loro occhi fissi sulle fiamme, che delle fiamme avevano i guizzi, perchè chissà cosa vedevano o cosa ricordavano in quei momenti pensierosi e intimi, ma non ti dicevano niente. Vedevi piccoli sorrisi che solcavano i loro volti, come se sorridessero a che? Non lo vedevo, non lo capivo, però capivo che così si sarebbe potuto affrontare non solo le asperità dell'esistenza, ma anche le paure e le ansie della nostra interiorità.. ecco accarezzandole le nostre paure, non scacciandole nel profondo, ma sentendole fino in fondo.

Non è che stavano mai senza far niente, ma intrecciare dei canestri o sferruzzare una maglia di lana, alla luce del camino, non erano mica lavori , erano trastulli per quegli uomini e quelle donne provati da lavori pesanti e faticosi, un divertimento quasi, e quello traspariva anche dai loro occhi, che si divertivano.

Gli uomini fumavano la pipa, le donne chiacchieravano, mentre le mani andavano e la pentola dei fagioli bolliva il pranzo o la cena, e io osservavo.
Imparavo con la mano appoggiata alla guancia, bollente dal calore, seduta accanto a loro sulla mia seggiolina, che c'è un tempo per tutto, che anche la malinconia quando arriva non fa male, anzi serve, ci vuole, perchè aiuta ad avvicinarci a se stessi e gli uni agli altri, basta ascoltare i mutamenti e seguirli, senza andar loro contro, ma incontro invece e si apriranno posti magnifici, sogni di luoghi perduti dove rifugiarci , spazi interiori dove nessuno potrà farci del male.

Le scintille salivano su per il camino, il fuoco danzava e anche quelle persone se pur ferme pareva che danzassero, almeno nei pensieri, li sentivo vivi e vitali consapevoli della loro realtà e della loro bellezza, della bellezza di un tutto che forse in quei momenti malinconici invece si evidenziava di più, proprio perchè non ci si muoveva.

Stavo ad occhi aperti in quelle sere, finchè potevo, finchè la testa non mi crollava, perchè non mi volevo perdere nulla di quegli attimi, di quelle sensazioni. Il buio poi che invadeva la stanza a poco a poco, mi suggeriva ancor di più quelle similitudini fra noi e la malinconia, la morte anche, che tanto quanto la vita ci appartiene, e infatti ai morti il mese veniva dedicato pensavo, come se anche per quello, per il loro ricordo ci volesse un mese adeguato.

Sarei andata con nonna al cimitero, fra la nebbia delle mattine, e gli alberi spogli con i rami stagliati contro il cielo. Avrei pregato sulle nostre tombe alla luce di mille candele che incendiavano quel posto e lo rendevano per quel giorno meno triste e avrei pensato a questo mese, che con la freddezza e le prime brinate, porta invece la prima luce dentro di noi e ci prepara a quella più grande che è quel mistero infinito che con dicembre arriverà.

La foto è mia è del bosco della margine.


La Nandina


Fa sfoggio ormai nelle aiuole e nei giardini delle nostre città una pianta caparbia:
è la Nandina domestica, oggi imperlata di pioggia.
E’ un cespuglio che si fa notare soprattutto nella stagione più fredda, in cui risalta per gli incredibili colori autunnali e gli abbondanti grappoli di meravigliose bacche rosso lacca.
Pianta rusticisima, la Nandina resiste a (quasi) tutto e, siccità e gelate comprese, in più è bella soprattutto quando le altre piante non lo sono granché!
Infatti il fogliame della Nandina domestica cambia colore ai primi freddi, passando dal verde all’arancio, al rosso, al porpora ma contrariamente ad altre piante che si colorano in autunno, la Nandina, alle nostre latitudini, non perde le foglie e le sue bacche resistono per tutto l'inverno.

Una deliziosa riflessione di Annalisa Ferri sui riti e sulle sensazioni che ci rammenta l'inizio di Novembre, mese che ci conduce nel cuore dell'Autunno.




È bello ritrovare vecchi tradizioni,spolverare vecchie foto e vecchi ricordi in questo tempo in cui passato e presente si incontrano senza barriere.
Si spegne il sole ed un nuovo giorno dietro la montagna. Una stelle brilla solitaria sul montesfumato di viole e celeste leggero. Nel casale brilla un lumino acceso nella vigilia del ricordo dei defunti,che silenziosi attraverseranno il borgo e giungeranno davanti alla tavola apparecchiata per loro con noci raccolte e nuovo vino rosso. I camini fumano densi trasportando nell'aria odore di acero e carpino,fischia forte il vento e muove le foglie cadute a terra, scuote i rami e fa crescere il tappeto dall'odore di terra. Nascono i funghi e cadono le castagne tra le ombre delle notte sotto il volo del gufo reale ,pizzica l'aria che trascina l'eco dei crisantemi e la recita del rosario. Una notte di ricordo per chi ha alitato su questo mondo accompagnata dalle luci rosse dei lumini messi alle finestre appannate dal freddo che stende le sue mani per scaldarsi il cuore. Ombre di anziani curvi dietro le tendine ricamate guardano la vite senza foglie e le stelle che nascono pian piano dal chiaro del cielo,mentre vecchie foto in banco ed in nero riprendono vita; si sghiacciano da un istante di gioia e quotidiano fermato in una calda domenica d'estate per tornare a vivere. E girano camminando per quella che fu la loro casa,accarezzano le loro coperte, sentono l'odore di talco nel bagno e si siedono davanti al camino,a mangiare mandarini. E sarà quell'odore a svegliare al mattino i posteri,mentre la luce del lumino finisce di brillare con l'arrivo dell'alba bianca ed il primo volo della cincia.

(Annalisa Ferri)

lunedì 9 novembre 2015

L'estate di San Martino: com'è bello questo sole di Novembre!!


In campagna, una volta, con giornate come queste, la vita e le semplici attività della gente si trasferivano fuori, sull'aia, e si vedevano i vecchi seduti davanti alle case, sulle panche o sulle seggioline accanto all'uscio, sotto il portico...ieri come oggi, è bello soffermarsi sotto questo sole inatteso!


sabato 7 novembre 2015

Di tutto un po' #230


Novembre è stagione di Fiere, Sagre e Mercati, ieri come oggi:  feste di paese, alcune antichissime, nate per dare vita all'economia locale, per le vendite di animali e prodotti, luoghi e occasione di incontro per divertimento e di affari.


Tra le più conosciute di questo fine settimana: la Fiera di San Martino a Santarcangelo di Romagna. ... la Sagra del baccalà a Vecchiezzano (Forli) ... la Sagra del bartolaccio a Tredozio ... la Festa dei Sapori a Montescudo ( RN ).


L'arco Ganganelli, a Santarcangelo di Romagna, detto l'Arco dei becchi, con le caratteristiche corna tradizionali appese ogni anno per la Fiera di S. Martino, una delle 19 fiere che contava un tempo questo paese, centro e crocevia di numerosi commerci.





Novembre


Novembre è l’undicesimo mese dell’anno secondo il nostro calendario, tuttavia nel nome ha il numero nove perché lo abbiamo ereditato dal calendario romano che iniziava con il mese di marzo e quindi novembre diventava il nono mese dell’anno.


Novembre ha trenta giorni ed è solitamente un mese uggioso, reso ancora più triste perché inizia con la commemorazione dei fedeli defunti. Nel corso del mese c’è uno sprazzo di gioia con l’estate di san Martino. Novembre. Frammenti di stile qualsiasi è il titolo di romanzo breve autobiografico di Gustave Flaubert, scritto nel 1842.


Jörg Breu il Vecchio (1475-1537), I lavori dei mesi: inverno. 

Particolare del mese di novembre



martedì 3 novembre 2015

Di tutto un po' #189


Ogni colore delle rose ha un suo particolare e specifico significato. La rosa rossa simboleggia la passione e l’amore. La rosa bianca rappresenta l’amore puro e spirituale. La rosa rosa indica indica tenerezza, gratitudine, amicizia. La rosa gialla accesa è il simbolo della gelosia. La rosa blu rappresenta il mistero e la saggezza. La rosa nera è simbolo di morte e di amore negato.


Tutto quello che so,

lo so perché ho amato

Lev Tolstoj
opera d’arte di Morteza Katouzian




Le Foglie Morte


Oh! Mi piacerebbe tanto che tu ti ricordassi

Dei giorni felici in cui eravamo amici.
A quei tempi la vita era più bella
E il sole più brillante di oggi.
Le foglie morte si raccolgono con la pala.
Vedi, non ho dimenticato...
Le foglie morte si raccolgono con la pala,
anche i ricordi e i rimpianti.
E il vento del nord le porta
Nella fredda notte dell’oblio.
Vedi, non ho dimenticato...
La canzone che tu mi cantavi.


{Ritornello}
È una canzone che ci assomiglia.
Tu, tu mi amavi e io ti amavo
E noi vivevamo insieme
Tu che mi amavi e io che ti amavo.
Ma la vita separa quelli che si amano
Dolcemente, senza fare rumore
E il mare cancella dalla sabbia
I passi degli amanti separati


lunedì 2 novembre 2015

Novembre



Il mondo è stanco, l’anno è vecchio,


Le foglie sbiadite sono liete di morire …

(Sara Teasdale)


domenica 1 novembre 2015

Novembre


Novembre dà un gran ballo
alle foglie raminghe dei fossi.
E’ d’obbligo il costume giallo
con gale di nastri rossi.

(Francesco Pastonchi)


Le coltri umide di novembre
Mi seppelliscono per sempre
Il tempo mi sfila tra le dita
La terra ruota sulle mie orbite
Dov’è quel tenue sorriso
Che cominciò un giorno di maggio
Se non sulla bocca dei morti
Malgrado la pena dei vivi.

(Paul Eluard)

Novembre


Il mondo è stanco, l’anno è vecchio,

Le foglie sbiadite sono liete di morire.

(Sara Teasdale)


Benvenuto Novembre


E’ novembre.
Presto, cogliamo questi ultimi lampi

di bellezza della terra esausta che si prepara a morire.

(Ardengo Soffici)

sabato 31 ottobre 2015

E’ novembre.



Presto, cogliamo questi ultimi lampi

di bellezza della terra esausta che si prepara a morire.
(Ardengo Soffici)



Non è da ieri che imparai a conoscere

l’amore per i giorni desolati
di novembre, prima della caduta della neve;

                                                             (Robert Frost)