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sabato 16 dicembre 2017

Non Butterete Più le Bucce delle Banane Dopo Aver Letto Questo:

Le bucce di banana non sono solamente lo scarto di un ottimo frutto esotico, ma sono ottime, e molto salutari, anche da gustare se cucinate in un certo modo.

La buccia di banana è molto più che un rifiuto organico. Sebbene siamo abituati a buttarla dopo aver consumato il frutto, si tratta di un’importante fonte di principi nutritivi che ci fornisce vari benefici.

Anche se il suo sapore non è gradevole come quello della polpa, il suo elevato apporto di fibra, antiossidanti e minerali essenziali la rende un ottimo ingrediente ...

martedì 24 ottobre 2017

La " CRESCENTINA " di Modena.


La CRESCENTINA e' un pane tipico di Modena e originario dell'Appennino Tosco-Emiliano. Tradizionalmente le crescentine vengono cotte in due stampi di terracotta chiamati "TIGELLE" con due foglie di castagno che le separano dalla terracotta. Potete anche cuocere le crescentine in una macchina elettrica o nelle tradizionali "cottole" utilizzate anche per i tradizionali borlenghi. Puoi riempire le crescentine con prosciutto crudo di Parma, mortadella, salame, il tradizionale lardo (strutto di maiale condito con rosmarino e aglio tritato) e Parmigiano Reggiano grattugiato.

domenica 16 luglio 2017

GASTRONOMIA ITALIANA


In Italia, così come in altri paesi mediterranei, la cucina è molto ricca e variata a causa dei diversi contributi delle culture e dei popoli che vi si sono succeduti (greci, etruschi, romani, arabi, normanni, austriaci, spagnoli, eccetera). Questi contributi culturali, insieme alle differenze climatiche ed ambientali ed all'eterogenea storia geopolitica del paese hanno portato a varietà regionali ben caratterizzate.

mercoledì 15 marzo 2017

I PISELLI


Vi ricordate la gioia che da bambini provavamo quando le mamme si lasciavano aiutare a sgusciare un bel mucchio di baccelli freschi?

COME FARE SE…LE PIASTRELLE


Se vogliamo far brillare le piastrelle non troppo sporche, basta aggiungere mezzo bicchiere di ammoniaca in un bel secchio pieno d’acqua e strofinarle bene con una spugna intrisa in tale miscela.

sabato 11 marzo 2017

I benefici di asciugare la biancheria all’aperto.


Ci sono tanti benefici nell’asciugare la biancheria all’aperto, come ad esempio:

I tuoi vestiti, le lenzuola e altri capi di abbigliamento profumeranno di fresco.

La luce solare ha un effetto naturale sanificante e sbiancante È perfetta per uccidere insetti, batteri e altri germi.

martedì 28 febbraio 2017

Foglie di basilico

Cathy Johnson paint

Ho raccolto in questo campo
foglie di basilico, per te
in questa terra di valli e ricordi 

Il pesto, una questione di terra, di minerali. E di poesia.-


Il basilico è solo quello genovese. E il basilico genovese è quello di Pra' . Non so bene il motivo, il segreto, la formula magica, il mistero. Credo sia una questione di terra dove la piantina cresce. Forse una storia di equilibrio di minerali. Suona come una poesia. La terra di Genova. È diversa da tutte le altre, e quella di Pra' è la migliore. Guardate il colore, accarezzate piano la foglia, annusate il profumo del basilico. Del basilico genovese...

sabato 25 febbraio 2017

Di tutto un po' #507

Tendiamo molto spesso a comprare tisane già pronte, ed è ciò che a volte faccio anche io. Ci sono alcune marche come shoti maa e yogi tea che adoro; oltre ai gusti intensi, ogni tisana ha il suo "insegnamento", ed il dono di una frase significativa ad ogni bustina.

Ma avete mai pensato di andare dall'erborista per farvi preparare qualche infuso su misura?

Potrebbe essere un ottimo modo, sia perconoscere al meglio le proprietà delle erbe, sia per conoscere al meglio noi stessi e ciò di cui abbiamo bisogno. 

Un erborista di fiducia puo' darci una mano in questo. 

Una tisana preparata da noi, ci da la possibilità di godere di proprietà di cui necessitiamo ma anche di gusti nuovi e genuini.

giovedì 23 febbraio 2017

PASTA DI SALE


Per preparare la pasta di sale con cui fabbricare oggetti decorativi o far divertire i bambini, unite farina e sale fino in parti uguali e amalgamate con acqua fino ad ottenere una pasta morbida e omogena della consistenza dell’impasto per la pizza.

domenica 12 febbraio 2017

COME FARE SE… IL FRIGORIFERO


La pulizia del frigo deve essere molto accurata; è quindi buona cosa smontare, se possibile, i ripiani e gli accessori così da raggiungere tutti gli interstizi. Per raccogliere l’acqua che sgocciola durante il lavaggio posizionate un asciugamano sul fondo del frigo.

martedì 7 febbraio 2017

COME FARE SE… IL FRIGORIFERO


Accorgimenti utili
Il frigorifero va posizionato in una zona della cucina che sia abbastanza distante dalle fonti di calore, come forno o fornelli. Di tanto in tanto occorre pulire anche il retro del frigo per liberare le griglie e i radiatori dalla polvere.

sabato 10 dicembre 2016

Abbiamo più tempo per l’autoproduzione e il fai-da-te:


Si sa, non sempre in autunno il tempo è clemente, ma possiamo dedicare le giornate di pioggia a tutto ciò che amiamo, a partire dall’autoproduzione, dal fai-da-te e dai lavoretti da realizzare con i bambini. Magari proviamo a preparare in casa il pane e le conserve e a realizzare dei semplici giocattoli fatti a mano.

domenica 13 novembre 2016

COME FARE SE… MACCHIE DI ERBA


-Sul cotone. Toglierete le macchie di erba dal cotone con acqua calda saponata e un po’ di ammoniaca, oppure effettuando il normale bucato. È inoltre efficace una miscela di acqua e alcool. 

-Sul cotone bianco agite con succo di limone e sale, quindi lavate normalmente.

-Su lana e seta tamponate con del latte (meglio se leggermente inacidito) quindi lavate normalmente. In alternativa, strofinate la macchia con una soluzione di acqua tiepida, alcool e ammoniaca, quindi sciacquate con acqua e aceto bianco.

-Sulla seta potrete anche procedere con dell’acqua ossigenata versando eventualmente sulla macchia alcune gocce di ammoniaca.

-Rimedio “eccentrico”. Un rimedio più complesso, che piacerà agli appassionati di chimica, consiste nel far bruciare della polvere di zolfo (o fiori di zolfo che si trovano in farmacia) e tenere il tessuto macchiato sopra i fumi che si sprigionano dalla combustione. Dopo che avrete sciacquato bene il capo, la macchia sarà sparita. Attenzione: i vapori di zolfo sono tossici, agite quindi in un ambiente ben aerato e vicino a una finestra aperta.


domenica 16 ottobre 2016

COME FARE SE… TOGLIERE LE MACCHIE DI VINO


Per togliere le macchie di vino bianco è sufficiente il normale bucato. 

L’acqua gassata o di seltz invece è il rimedio tradizionale per eliminare le macchie di vino rosso.

Sui tessuti in generale:

Sul cotone, strofinate con succo di limone caldo. Se il tessuto lo consente potete ricorrere anche ad acqua ossigenata con qualche goccia di ammoniaca.

Sulla seta, frizionate con acqua e aceto bianco, quindi lavate normalmente.

Su lana, strofinate con acqua ossigenata.

Sul tessuto impermeabile, lavate con acqua e sapone.

Sui tessuti d’arredamento, strofinate tempestivamente con acqua gassata o di seltz, quindi asciugate bene. In alternativa tamponate la macchia con una pezzuola imbevuta di acqua ossigenata diluita.

Macchie sul tappeto: Spruzzate della schiuma da barba sul tappeto e poi strofinate con una spugna bagnata. È sempre bene accertarsi che i colori del tappeto non stingano, facendo una prova su un angolino nascosto. • In alternativa cospargete la macchia con sale oppure bicarbonato di sodio, quindi lasciate assorbire il liquido. Dopo un po’ spazzolate o passate l’aspirapolvere sulla zona trattata. • È efficace inoltre della glicerina per scolorire la macchia seguita da un trattamento con acqua e ammoniaca. • Come soluzione di emergenza sfregate la chiazza con acqua tonica o gassata.

Sulla tappezzeria, strofinate con un panno umido precedentemente sfregato sul sapone secco.


UN PIZZICO DI CONSIGLI: Bicarbonato


Genericamente i bicarbonati sono dei sali. In gastronomia quando si parla di bicarbonato si intende quasi sempre quello di sodio: viene usato per le sue diverse funzioni di ammorbidente, leggero disinfettante, lievitante e antiacido. Utilizzatelo come ammorbidente aggiunto all’acqua per i legumi secchi: ridurrete i tempi di ammollo e di cottura. Anche il bollito risulterà più tenero se aggiungerete all’acqua del bicarbonato. Se lo aggiungerete all’acqua di cottura delle verdure (fagiolini, carciofi ecc…) cuoceranno più velocemente e manterranno un bel colore verde. Ricordate però che, seppure in modo leggero, il bicarbonato ne altera un po’ il sapore e ne diminuisce il valore vitaminico. Un cucchiaio di bicarbonato in un litro d’acqua per lavare frutta e verdura eliminerà impurità e residui di antiparassitari.


ROSMARINO


 «Come cosmetico si prepara una lozione da applicare alla pelle e agli arti, non solo per tonificare la funzione, ma anche per aumentarne l’elasticità e la freschezza. Si prepara facendo bollire 100 gr di foglie di rosmarino e 50 gr di petali di rose canine in 500 gr di acqua per pochi minuti, si aggiungono poi 50 gr di succo di cetrioli e si mescola bene per dare omogeneità e perché meglio si conservi. Dalle foglie di rosmarino si può ottenere per distillazione l’essenza che, oltre ai molti usi aromatici, serve ottimamente a calmare i dolori muscolari, mescolata in parti uguali con olio di oliva e applicata in frizioni».

domenica 17 luglio 2016

IN CUCINA NON TUTTI SANNO CHE… IL BARBECUE



L’origine del nome deriva forse dalla parola haitiana “barbacoa”, che significa “rami intrecciati” o “griglia”. Il termine è usato ormai indistintamente sia per indicare la struttura che si utilizza per produrre la brace di cottura (in metallo o muratura), sia per indicare l’evento in cui si cucinano carni o verdure alla brace (quando si invita qualcuno a un barbecue) o, ancora, per indicare l’insieme dei cibi cotti alla brace (a volte si trova nelle varie ricette gastronomiche la dicitura “condimento o salsa per barbecue”). Comunque lo si intenda, un barbecue ha però un elemento fondamentale: la brace, che può essere prodotta per combustione di legna o di carbone. Nel primo caso, ovviamente, il legno che finisce di ardere produce la brace che si può utilizzare a seconda di ciò che si vuol cucinare (brace viva per cotture veloci, brace più spenta per cotture lente).

CONSIGLI
Usate sempre combustibili solidi sui quali, dopo averli accesi, potete stendere uno strato di carbone; evitate assolutamente i combustibili liquidi.

Quando il carbone sarà acceso, lasciate che bruci fino a che non ci saranno più parti nere. State attenti soprattutto a che non sprigioni più alcuna fiamma: brucerebbe i cibi invece di cuocerli.

Per evitare che il barbecue faccia fumo e per mantenere più a lungo i carboni ardenti, cospargete la brace già rossa con del sale grosso.

Addizionate la carbonella con aromi freschi precedentemente lasciati a bagno in acqua, oppure aggiungete rami di rosmarino, alloro, ginepro o salvia.

Se il fuoco divampato dal grasso brucia la carne, mettete sulle braci un po’ di cenere o del sale fino.

Allo scopo di ammorbidire e rendere meno asciutta la carne di maiale per la grigliata, bagnatela con vino o aceto e lasciatela marinare per almeno 30 minuti: a questo punto la carne è pronta per essere messa sulla brace.


Acque aromatizzate



* frutta fresca di stagione non trattata

* erbe aromatiche fresche non trattate

* 1 litro di acqua naturale

* foglioline di stevia per addolcire (facoltative)

PROCEDIMENTO

Mondate la frutta e lavatela bene, tagliatela a pezzetti e aggiungetela ad 1litro di acqua naturale che avrete versato in una caraffa o in un capiente barattolo a chiusura ermetica. Aggiungete erbe aromatiche a piacere oppure delle foglioline di stevia per addolcire. Lasciate il barattolo ben chiuso in frigorifero per una notte intera quindi filtrate il tutto prima di bere la vostra bibita rinfrescante.

Ecco alcune combinazioni per acque aromatizzate da preparare con il procedimento indicato:

Acqua di fragole | 5 fragole fresche e, a piacere, foglie di stevia, di menta oppure di basilico.

Acqua di anguria | 10 cubetti di anguria e foglioline di menta oppure di basilico.

Acqua di mirtilli | Abbondante strato di mirtilli freschi sul fondo del contenitore, 1 fettina di limone e 1 rametto di rosmarino.

Acqua di cetrioli e limone | 20 fettine sottili di cetriolo e 5 o 6 fette di limone. Menta fresca a piacere.

Acqua di lamponi | Abbondante strato di lamponi freschi sul fondo del contenitore, menta fresca e un paio di fettine di limone.

Acqua di ciliegie | Una bella manciata di ciliegie tagliate a metà e fettine di limone.

Acqua di ananas | 2 o 4 fette di ananas tagliate a pezzetti e 2 rametti di menta.

Acqua di pesca | 1 pesca intera matura e tagliata a fettine sottili.

Acqua di limone e zenzero | Mezzo limone tagliato a fettine e un pezzetto di radice di zenzero.

Acqua di arance | 1 arancia e 1 cetriolo tagliati a fettine sottili.


giovedì 16 giugno 2016

COME FARE SE… POT-POURRI

Un tempo esistevano diversi modi per preparare il pot-pourri, uno di questi consisteva nel far macerare i petali di fiori in un barattolo dal tappo forato coperti da uno strato di sale grosso. Un altro metodo lascia seccare i petali all’aria aperta, in un ambiente buio, per evitare che i colori svaniscano. I petali più indicati sono quelli di rosa, soprattutto se sceglierete le varietà più profumate. Questi fiori, inoltre, sono assai variopinti e un buon pot-pourri deve essere bello da vedere oltre che effondere un buon odore. Oggi si possono utilizzare almeno due tipi di pot-pourri: uno che utilizza fiori secchi, l’altro solamente appassiti. Per preparare in casa un buon pot-pourri prendete delle spezie (come noce moscata, macis, cannella in fusti o in polvere, chiodi di garofano, vaniglia in stecche, anice stellato, zenzero, ginepro, coriandolo) e un fissativo che ha la funzione di trattenere gli aromi (tra i fissativi più comuni, che si trovano in erboristeria, vi è la radice di giaggiolo). Sminuzzate assieme solo una parte delle spezie e il fissativo, versate la polvere ottenuta in una ciotola e aggiungete alcune gocce di olio essenziale della fragranza preferita, quindi mescolate bene. Solo a questo punto si possono unire i fiori secchi. Riguardo ai colori, invece, vi suggerisco le varietà di fiori che maggiormente li conservano una volta essiccati, come: papavero, malva, fiordaliso, erica, calendula e karkadè. 

Per ottenere il pot-pourri private i fiori dei petali e mettete questi ultimi a seccare in un contenitore di vimini protetto dalla luce diretta. Procedete nello stesso modo con i petali di altri fiori da voi prediletti. Potete anche far seccare i piccoli boccioli delle rose: profumano molto e hanno un aspetto assai gradevole. Aggiungete le spezie non sminuzzate (anice stellato e stecche di cannella sono molto decorativi) e arricchite a vostro piacere con foglie secche di piante aromatiche (rosmarino, alloro, basilico, eucalipto, artemisia, finocchio, melissa, menta, origano, verbena), bucce essiccate (soprattutto di agrumi, da asciugare in forno scaldato fino a 50 gradi e poi spento, disposte sopra a un foglio di alluminio), radici, legni, bacche (come quelle delle rose canine). Le proporzioni tra i vari componenti non sono vincolanti, si possono aumentare o diminuire a seconda dei propri gusti. Dopo aver mischiato il tutto, mettetelo in un vaso a tenuta stagna e lasciatelo al buio per almeno un mese, scuotendolo di tanto in tanto. Una volta che il pot-pourri avrà perso di efficacia sarà sufficiente rinvigorirlo con alcune gocce di olio essenziale.