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sabato 27 gennaio 2018

Significato rose rosa


Il significato delle rose rosa è legato - come la rosa in generale - al concetto di amore. In particolare quella rosa è adatta a simboleggiare l'amore puro come quello per la mamma e, infatti, è il fiore più regalato in occasione della sua festa. E' anche il simbolo dell'affetto per un amico.

Il significato delle rose rosa è dunque legato al concetto di affetto che può essere del tutto puro come quello della madre per un figlio oppure l'affetto amicale che intercorre fra due persone. Le rose rosa sono fra i fiori più apprezzati per la loro innata eleganza e per l'intensissimo profumo.

giovedì 8 giugno 2017

IL GELSOMINO


Il gelsomino è originario del Medio ed Estremo Oriente e dell’America meridionale.

Si tratta di un arbusto rampicante dagli esili rami, che raggiunge un’altezza di 4 metri. Le foglie, non molto grandi, sono di colore verde scuro e i fiori composti da 5 petali, possono essere bianchi, gialli o rosa. La caratteristica del gelsomino è la sua fioritura molto abbondante, contraddistinta dall’inconfondibile profumo dei fiori.

giovedì 9 febbraio 2017

Considera ogni giorno come una vita. Seneca


Il ROSSO è il primo colore dell'arcobaleno e si ritiene sia anche il primo colore percepito dai bambini, il primo a cui tutti i popoli hanno dato un nome. In latino "rubens" (rosso) è sinonimo di colorato.

lunedì 9 gennaio 2017

L’ERICA


L’erica è una pianta originaria del Sudafrica e del Mediterraneo. Essa è una sempreverde, ma in inverno le foglie mutano e assumono un caratteristico colore dorato. I fiori, di forma piccola, molto abbondanti, sono di colore rosato. L’erica, nell’antichità, era considerata una pianta magica, e quindi veniva utilizzata per costruire le scope, che poi erano impiegate per la pulizia dei templi degli dei.

sabato 19 novembre 2016

L'Epiphyllum


L'Epiphyllum, che viene chiamata anche "lingua di suocera" è un genere che appartiene alle Hylocereeae e la si può considerare, in qualche modo, una pianta parassita, anche se non si nutre delle piante a cui si appoggia, ma le usa come sostegno per crescere. 

La particolarità di questo genere è che è una cactacea ma completamente priva di spine. 

La sua origine la si trova in America Centrale, nelle foreste tropicali, ma ha largo successo anche in Italia. 

Alcune specie di Epiphyllum fioriscono tutto l'anno. con fiori a tromboncino. 

L'epifillo preferisce una buona luce diffusa e non ama l'esposizione in pieno sole, perchè un'esposizione troppo prolungata al sole provoca bruciature alle foglie


domenica 13 novembre 2016

CANZONE DELLA FATA GAROFANO


Nella prima mattina, 
mentre i bambini dormono, 
o nella notte piena,
con la luna d’estate,
che cosa fa il popolo
delle piccole fate?
Se tu potessi scorgere 
guardando silenzioso,
tu potresti vedere misterioso,
qualcosa nel giardino
che nessuno ha pensato 
e che non sa nessuno:
zic zac fanno le fate
tagliando con le forbici 
le piante dei Garofani!
Tagliano i rossi e i bianchi,
i doppi e quelli singoli:
guardate, constatate
se io racconto frottole!
Guardate bene i petali:
qualcuno li ha tagliati!
E chi potrebbe essere,
se non le piccole fate?

Cicely Mary Barker

domenica 6 novembre 2016

La Nandina


Fa sfoggio ormai nelle aiuole e nei giardini delle nostre città una pianta caparbia:
è la Nandina domestica, oggi imperlata di pioggia.
E’ un cespuglio che si fa notare soprattutto nella stagione più fredda, in cui risalta per gli incredibili colori autunnali e gli abbondanti grappoli di meravigliose bacche rosso lacca.
Pianta rusticisima, la Nandina resiste a (quasi) tutto e, siccità e gelate comprese, in più è bella soprattutto quando le altre piante non lo sono granché!
Infatti il fogliame della Nandina domestica cambia colore ai primi freddi, passando dal verde all’arancio, al rosso, al porpora ma contrariamente ad altre piante che si colorano in autunno, la Nandina, alle nostre latitudini, non perde le foglie e le sue bacche resistono per tutto l'inverno.

lunedì 25 luglio 2016

LA CURCUMA


La curcuma è detta anche “zafferano delle Indie” ed è una spezia che si ottiene dal rizoma (impropriamente chiamato radice) della Curcuma longa. I rizomi vengono bolliti ed essiccati al sole o in forno, poi vengono schiacciati e ridotti in una polvere giallo-arancio. Il suo componente attivo è la curcumina dal sapore terroso, amaro, piccante. La curcuma è ricca di elementi: contiene oli essenziali, come il turmerone, lo zingiberene e il curcumene; sostanze aromatiche, come la canfora; principi attivi, tra cui la curcumina, che le conferisce il caratteristico colore giallo, pigmento antiossidante; contiene la cellulosa, i sali minerali e una discreta quantità di amidi.
La curcuma viene utilizzata per le sue notevoli proprietà e principalmente: come rimedio in caso di disordini epatici, infatti le sostanze che compongono la curcuma sono in grado di stimolare la secrezione biliare e di favorire la digestione dei grassi; per facilitare l’espulsione di piccoli calcoli biliari; per calmare le coliche intestinali, grazie alla sua azione antispastica; come antinfiammatorio; per la sua potente azione antiossidante; nel trattamento dei disturbi digestivi, come calmante delle crisi dolorose causate da un'infiammazione dell'apparato digerente.

La curcuma trova innumerevoli utilizzi sia nell’ambito culinario che in quello terapeutico. Per utilizzare al meglio i principi attivi contenuti nella curcuma e quindi beneficiare delle incredibili proprietà di questa spezia, è bene utilizzarla a crudo, oppure aggiungerla alla vivande solo a fine cottura, in modo tale da evitare la dispersione di alcuni dei suoi principi nutritivi. A tale scopo, si può aggiungere nelle salse, nelle zuppe, nello yogurt, nel latte o fare delle tisane. 
Per preparare una tisana di curcuma: fare bollire 240 ml d’acqua e fare sciogliere 1 cucchiaino di curcuma in polvere. Alla tisana si può aggiungere limone, miele e zenzero per esaltarne le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie che ne fanno un ottimo rimedio naturale per combattere le malattie da raffreddamento e come coadiuvante nei disturbi dell’apparato digerente. Usata con giusto dosaggio, la curcuma è ben tollerata, ma se assunta sempre a dosi elevate, può causare un'irritazione delle mucose; le persone affette da ulcera gastrica devono quindi utilizzarla con cautela.


Liberamente tratto da un articolo della dr.ssa Maria Rita Insolera

domenica 3 luglio 2016

LA “FIORITA”


Castelluccio di Norcia è un piccolo borgo umbro. Si trova nel cuore della Valnerina e all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in cima a una piccola collina al centro di un vasto altopiano. La distesa spazia lungo tre piane: Pian Grande, Pian Piccolo e Pian Perduto, su cui domina l'imponente Monte Vettore. Per diverse settimane, tra maggio e luglio, il monotono pascolo si trasforma in un fantastico tappeto di colori. Durante questo periodo, questo luogo incontaminato mette un abito nuovo e si trasforma in un tripudio di sfumature variopinte: è la cosiddetta “Fiorita" di Castelluccio di Norcia. Migliaia di fiori sbocciano, le tre piane esplodono di petali colorati, dal giallo ocra al rosso, dal viola al bianco. Camminando lungo i sentieri si possono ammirare lenticchie, genzianelle, narcisi, violette, papaveri, ranuncoli, asfodeli, viole Eugeniae, trifogli, acetoselle e altri fiori ancora, disposti in un festoso mosaico.

sabato 11 giugno 2016

CANZONE DELLA FATA DENTE DI LEONE

Poesia del Dente-di-Leone:
“Guardate le mie foglie dentellate,
soffiate le lancette del soffione
guardate, fra le siepi, le mie ondate,
guardate il prato, guardate il sentiero, 
guardatemi in giardino, allegro e fiero!
Raccoglietemi pure: io cresco ancora,
senza chieder permesso né scusarmi,
che fate con le vostre zappe, allora?
Non riuscirete mai a estirparmi!
Nessuno mi può fare impressione,
perché io sono il Dente-di-Leone!”.

Cicely Mary Barker

mercoledì 1 giugno 2016

LA ROSA


La rosa è diffusa in tutto il mondo, soprattutto nelle zone temperate. Essa è originaria dell’Europa e dell’Asia. La rosa è un arbusto composto da un fusto eretto dal quale si sviluppano una serie di rami, su cui troviamo numerose spine. Ha foglie con margini dentati e di colore verde scuro, o rossiccio-bruno. Il periodo di fioritura inizia, in genere, nel mese di maggio o in primavera inoltrata. Il fiore è solitario o riunito in infiorescenze, dette a corimbo, che sbocciano tutte alla stessa altezza, creando una specie di bouquet. Per quanto riguarda il colore e il numero di petali presenti, questi variano molto secondo la specie. Le specie selvatiche hanno, ad esempio, colori uniformi dei petali, prevalentemente di tonalità di rosa, rosso e bianco e un numero inferiore rispetto alle specie coltivate, le quali oltre ad avere un numero di petali maggiore, possono essere di svariati colori, sfumature e variegature. Sappiamo da testimonianze che essa veniva coltivata in Cina, in Egitto, in Grecia e in tutta l’area del bacino mediterraneo, dove oltre all’interesse per scopo ornamentale, era usata per estrarne l’olio essenziale. Sia nella mitologia greca che in quella romana, la rosa fu associata al mito di Adone e Afrodite: Adone venne ferito a morte in seguito all’attacco di un cinghiale. Afrodite, innamorata di lui, corse in suo soccorso, ma si ferì vicino ad alcuni rovi. Dal sangue uscito dalle sue ferite, nacquero delle rose rosse. La dea non poté far nulla per salvare Adone, così Zeus, impietosito dal suo dolore, permise al giovane di trascorrere 4 mesi l’anno nel regno dei morti, 4 mesi nel regno dei vivi e 4 mesi in un luogo a sua scelta. Si comprende il motivo per cui la tradizione popolare abbia attribuito alle rose rosse, sin dall’antichità, il significato di amore profondo, capace di sconfiggere persino la morte. Qualche secolo più avanti e per tutta l’età medievale, alla rosa di colore bianco fu assegnato il significato di purezza e fu legata all’immagine della Vergine Maria. Questa relazione contribuì enormemente alla diffusione del fiore, che veniva coltivato in tutti i monasteri, in prossimità delle chiese e nei luoghi di culto cristiano. Nei nostri giardini, la rosa è la regina dei fiori, sia quando vogliamo usarla recisa come ornamento, sia per estrarne l’essenza e l’aroma, impiegati in profumeria, in cosmetica, in erboristeria e in campo culinario.

lunedì 5 ottobre 2015

Lycoris radiata


Oggi vi presento il magnifico fiore della Lycoris radiata, una bulbosa semirustica che viene dalla Cina.


La sua fioritura avviene alla fine dell'estate o all'inizio dell'autunno.Tutte le Lycoris possono essere coltivate con successo in vaso in un terriccio leggermente acido,importantissimo è assicurare un ottimo drenaggio.

Nelle zone d'Italia dove non si verificano gelate, è possibile coltivare questa bulbose all'aperto senza alcuna protezione, in zone con lieve freddo invernale è consigliabile la pacciamatura del terreno intorno alle piante in una posizione riparata. In zone con temperature invernali basse viene raccomandata la coltivazione in serra non riscaldata.