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domenica 8 luglio 2018

Una parola: MAFIA.

In origine tale termine pare che avesse il significato di valentia, superiorità, eccellenza. L'attuale significato le sarebbe stato dato nel 1863, dopo la rappresentazione di un opera teatrale dialettale, "I Mafiusi di la Vicaria", che raffigurava le abitudini e la mentalità di un gruppo di reclusi del carcere palermitano della Vicarìa. In documenti ufficiali, il termine è presente per la prima volta in un rapporto del prefetto di Palermo F. A. Gualtiero, inviato nell'aprile del 1865 al ministro dell'interno, per definire una "associazione malandrinesca". Il termine derivato mafioso comparirà per la prima volta nel 1876 nell'inchiesta sulla Sicilia di L. Franchetti e S. Sonnino.

giovedì 17 maggio 2018

ESSERE IN BOLLETTA


Nessuno può ignorare il difficile momento del paese. Per questo, qui s’ é fatto ieri l’altro riferimento ad alcune espressioni, come ESSERE IN ROSSO o ESSERE AL VERDE. Il significato negativo di questi i modi di dire si ritrova anche in altri detti. 

domenica 14 gennaio 2018

Modo di dire! IL POZZO di SAN PATRIZIO. La leggenda.

«Papà, ho bisogno di centocinquanta euro per la revisione completa della motocicletta», disse il giovane Raimondo appena entrato in casa, di ritorno da un viaggio in lungo e in largo per l’Italia. Il padre, risentito per le pretese del figlio, sbottò, «Io vivo di stipendio, figliolo, non ho il Pozzo di San Patrizio!».

sabato 13 gennaio 2018

Modo di dire... Cose turche!

Parlare turco, fumare come un turco, bestemmiare come un turco...


Turco1 agg. e s. m. (f. -a) [dall’arabo turk (plur. di turkī) «le genti turche», che è dal pers. turkī o turk; in turco osmanico türk «turco»] (pl. m. -chi). – Della Turchia, stato storico e moderno, attualmente esteso, attraverso i due stretti dei Dardanelli e del Bosforo, dall’Europa sud-orientale all’Anatolia; dei Turchi: il territorio t.; la popolazione t.; l’economia t.; l’esercito t.; tabacco t., tappeti t.; la guerra italo-turca del 1911;

mercoledì 3 gennaio 2018

Proverbio del mese di Gennaio: "Sotto la neve, pane, sotto l'acqua, fame."


Un antico proverbio dell’inverno, che ci ricorda il tempo dei nostri nonni. La pioggia affonda, affoga e inghiottisce i semi, facendoli marcire. La neve, come una coperta, protegge dal gelo, custodisce il seme preservandolo fino all’arrivo della primavera.


Sotto la neve, le piccole piantine di frumento, ormai quasi assenti nelle nostre campagne, si addormentavano a dicembre e si svegliavano, pronte a ripartire di nuovo con l’arrivo delle prime rondini.

domenica 1 ottobre 2017

Etimologia della parola lavoro

La parola lavoro deriva dal latino labor (fatica, sforzo, pena, travaglio, dolore…) che insieme alle voci laborare, laboratio… si rifanno al latino labare (vacillare sotto un peso), tutte parole connotate da un significato negativo di fatica, pena, sofferenza. Lavoro in greco è reso dalla parola pónos con il significato di affannarsi, faticare, da cui anche il termine penía (povertà, indigenza, penuria). Anche nelle moderne lingue europee, come il francese Travail, travailler, lo spagnolo trabajo e persino il tedesco Arbeit, hanno lo stesso significato negativo di peso, affanno, sofferenza. Dal punto di vista etimologico, dunque, la parola lavoro appartiene all’universo semantico della povertà, della fatica e del dolore.

domenica 3 settembre 2017

AVERE LA TESTA TRA LE NUVOLE.


L’umidità atmosferica, con il diminuire della temperatura, si addensa attorno a particelle solide di polveri in sospensione nell’atmosfera, formando le nubi. Vi sono nubi alte, medie, basse…

domenica 30 luglio 2017

PERCHE' STUDIARE L'ITALIANO IN ITALIA?!


- Perché l’italiano è la lingua dell’arte, della moda, della cucina, del cinema, della musica e del turismo.

- Per assaporare e conoscere i tesori, la ricchezza e la cultura della millenaria civiltà mediterranea.

La lista delle cose che rendono il nostro Paese così speciale

Lo spritz con l’Aperol. Il bidet. Carla Fracci. Fracchia e Fantozzi. La pasta col ragù e la pasta al pesto. La Dolce Vita. Roma Città Aperta. Cinecittà ai tempi d’oro. La storia siamo noi. Il campionato. I borghi. Le Dolomiti. Oriana Fallaci e Indro Montanelli. De Gregori, De Andrè, Gaber e Rino Gaetano. Gli 883. L’arte. I Bronzi di Riace. L’Italia di Rugby che vince con la Francia al Flaminio. Le campane della domenica. I pettegolezzi in dialetto. Il romanaccio e la favella toscana. La lingua italiana e chi la sa parlare bene. Roberto Baggio. La mamma. Il caffè. Troisi e Benigni dei tempi d’oro. Il liceo classico. Il Giorno della Civetta di Sciascia. La briscola nei bar di paese. La calza della Loren, che come lei nessuna mai. “Signora Felicita” di Gozzano, “Davanti a San Guido” di Carducci e “L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza. Si stava meglio quando si stava peggio. Giovannona Coscialunga. Mario Bava, Antonio Margheriti, Joe D’Amato e tutto il filone B-Movies. Sergio Leone. Ennio Morricone. Lino Banfi quando faceva il porco e non il nonno. Bud Spencer e Terence Hill.

martedì 11 luglio 2017

Perchè una persona tradita, viene chiamata cornuta?


Si narra che a Creta, la moglie del Re Minosse, la regina Pasifae, fosse molto refrattaria ad avere rapporti sessuali. Afrodite, la Dea dell’Amore, per punizione, la fece diventare un’autentica dipendente del sesso (in pratica, una ninfomane).

giovedì 11 maggio 2017

MODI DI DIRE “DARSELE DI SANTA RAGIONE”


Nell’impeto di una scazzottata si rischia di perdere il controllo: l’adrenalina infuoca gli animi e appesantisce i pugni, gli avversari si colpiscono con tutta la brutalità di cui sono capaci. Questo è “darsele di santa ragione”, una rissa particolarmente violenta.

sabato 15 aprile 2017

MODI DI DIRE: “LACRIME DI COCCODRILLO”


Piangere “lacrime di coccodrillo” è un modo di dire utilizzato anche in altre lingue: piange “lacrime di coccodrillo” colui il quale commette una cattiva azione con intenzionalità, ma poi finge di esserne pentito.

domenica 2 aprile 2017

MODI DI DIRE “SANO COME UN PESCE”


L’espressione “sano come un pesce” ci appare abbastanza buffa e sappiamo che equivale a dire “sono in perfetta salute”. Il detto popolare ha radici nell’antichità. Infatti, un tempo i pesci erano considerati degli esseri viventi che non si ammalavano mai.

mercoledì 22 marzo 2017

MODI DI DIRE: “FARE LA SCARPETTA”


“Fare la scarpetta” è una simpatica espressione che ha origine nei dialetti dell’Italia meridionale. In realtà, esistono due origini possibili: la prima è una sorta di metafora e paragona la scarpa che si indossa al pane che passa nel piatto.

venerdì 17 marzo 2017

MODI DI DIRE: “A CARTE QUARANTOTTO”


L’espressione rende meglio se espressa in questo modo: “mandare a carte Quarantotto”. Significa che un programma è andato male e si può riferire sia a un affare non concluso, sia a una relazione affettiva interrotta.

venerdì 24 febbraio 2017

MODI DI DIRE: A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE


Il termine Carnevale viene dal latino “carnem levare”, cioè “eliminare la carne,” perché indicava l’ultimo banchetto che si teneva il Martedì grasso prima del Mercoledì delle Ceneri; quest’ultimo giorno segna l’inizio del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.

lunedì 13 febbraio 2017

Hanno ucciso l’italiano



L'Intellettuale Dissidente - Non è una questione soltanto grammaticale: l'agonia della nostra lingua passa soprattutto per il degrado culturale in cui il nostro Paese sta lentamente affondando. Ed il governo come risolve la questione? Cambiando le regole e rendendo sempre più facile l'ammissione degli studenti agli esami di Stato.

mercoledì 1 febbraio 2017

IL DIARIO di Fiorenzo Barzanti

... racconto autobiografico, questo di Fiorenzo Barzanti, che rammenterà a tanti la difficoltà che si trovava a scuola un tempo, quando in famiglia si parlava solo in dialetto e si doveva imparare alla svelta ad aver a che fare con quella lingua sconosciuta che era l'italiano ...

Questa è la storia di un bambino che non sapeva parlare in italiano ma solo in dialetto, che non sapeva scrivere se non con grandi strafalcioni, che sapeva leggere a fatica seguendo le righe con il dito, che sapeva appena fare di conto perché suo babbo contadino analfabeta aveva bisogno di calcolare i ricavi della merce venduta al mercato.

giovedì 26 gennaio 2017

MODI DI DIRE “PER FILO E PER SEGNO”

Nell’antichità, gli imbianchini e i segantini, cioè coloro che dipingevano i muri degli edifici e quelli che segavano i tronchi degli alberi, avevano la pratica di “batter la corda” sui muri e sul legno: