lunedì 9 novembre 2015

SOLOMON GUGGENHEIM MUSEUM


Il Museo Solomon R. Guggenheim fu progettato da Frank Lloyd Wright (1867-1959) e rappresenta l’opera attraverso cui questo architetto si discosta dai dettami correnti del Movimento Moderno. Scriveva Wright: “Ecco l'ideale ch'io propongo per l'architettura dell'era della macchina, per l'edificio americano ideale: che si sviluppi nell'immagine dell'albero”. In questo modo, egli intendeva stabilire un rapporto dialettico tra forma e funzione. Così, la sua forma è pensata come qualcosa che cresce e crescendo crea uno spazio che è la sua zona vitale. Questa vitalità spaziale, a sua volta, crea nell’uomo un impatto emozionale ed estetico. Il Museo Guggenheim di New York, per la pittura e la scultura moderna, fu completato nel 1959 e si trova nella Fifth Avenue, a New York. Già all’esterno il Museo presenta elementi di forte coinvolgimento per il passante, come ad esempio la sporgenza curva della fascia del primo piano che, sovrastando il marciapiede, quasi invita a entrare. All'interno, è stato creato un movimento ascensionale continuativo, che parte da una rampa d’ingresso e sale per sei piani di gallerie. L’edificio è crescente verso l’alto e culmina nella cupola trasparente che copre il grande ambiente centrale. Wright costruisce una passeggiata nell'arte, che prolunga quella della città per poi ricongiungersi al contesto urbano. Ossia, il museo come mezzo di complicità emozionale, un'immagine che cattura e allo stesso tempo libera il visitatore. La continuità del percorso implica un rapporto più intimo e naturale tra il visitatore e l'opera esposta, determinandone un forte impatto avvolgente. In questo modo, non esiste una distinzione precisa tra le parti, ma un crescendo degli spazi e dello stretto rapporto di continuità col percorso di salita o discesa del visitatore. La luce che entra dall'esterno, grazie a un artificio di asole vitree, produce un interessante gioco di alternanza del giorno e della notte.


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