martedì 24 ottobre 2017

LA TISANA CARMINATIVA: IL FINOCCHIO


I contadini di una volta per vendere il loro vino, infinocchiavano gli acquirenti, cioè offrivano loro del finocchio fresco prima che lo assaggiassero, perché non ne scoprissero i difetti e i cattivi odori: il sapore infatti del vino risulta molto più gradevole con il gusto del finocchio in bocca. 

Tra le diverse varietà, nella farmacopea viene apprezzato il finocchio selvatico, che cresce un po’ dappertutto, nei luoghi aridi e incolti di tutta la zona mediterranea e che viene persino coltivato, per gli usi medicinali e aromatici. È pianta perenne, facile da riconoscere per il suo caratteristico odore e sapore; ha radice grossa a fittone; foglie multipartite e capillari; i fiori gialli raccolti in ombrelle; i frutti sono oblunghi, prima verdi poi grigiastri, chiamati impropriamente semi. Fiorisce da giugno ad agosto; a scopo terapeutico se ne raccoglie tutta la pianta, ma in particolare i semi, raccolti in piena maturità, che conservano a lungo le loro proprietà medicinali e il loro aroma. Il finocchio contiene vitamine A, B, C, sali minerali e un principio attivo che eccita le funzioni secretive dell’organismo e solo in dosi eccessive può provocare inconvenienti, come crampi, allucinazioni, fenomeni epilettici, ecc. I rimedi che se ne traggono sono: stomatici, emmenagoghi, carminativi, galattofori, espettoranti e risolventi. In passato, fu celebrato per il suo potere di conservare e di ringiovanire la vista; ciò ha recentemente trovato conferma nelle brillanti esperienze del dottore Kneipp.

Quale stimolante emmenagogo, galattoforo, diuretico e carminativo si preferisce l’infuso a caldo, da consumare dopo i pasti principali, e con gli stessi scopi si adopera il decotto di radici, seccate e conservate. Come digestivo, indicato anche per arrestare il vomito e il singhiozzo, si prepara un vino di finocchio, con i semi, da bere a bicchierini dopo i pasti principali. Per calmare l’asma e la tosse ostinata, per risolvere le coliche intestinali, è preferibile l’uso dell’olio essenziale, da prendere a gocce in acqua zuccherata.

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