domenica 16 luglio 2017

Le Piazze d'Italia



La piazza, nell'accezione più comune, è costituita da uno spazio aperto, ritagliato all'interno della città.. E' ubicata in prevalenza nel centro della città, e le funzioni che accoglie interessano gran parte della collettività urbana. Spesso vi si immettono strade, e comunque vi si aprono varchi di accesso.

La storia delle piazze italiane:

La piazza si adegua alle mutevoli caratteristiche della città, non è possibile interpretarla, qualsiasi configurazione essa assuma nel tempo, se non ci si riferisce immediatamente alla città di cui fa parte.
Esiste solo in quanto esiste la città, si ritrova solo nella città, nasce con la città, e la città è tale solo quando produce la piazza come sua componente principale, corrispondente alle funzioni pubbliche più importanti: civiche, religiose, commerciali.

Le stagioni fondamentali delle piazze italiane sono il Medioevo, il Rinascimento e il Barocco: 
  1. il Medioevo, con l'invenzione della spiazzo organico alla città, espressione prima della sua civiltà urbana; 
  2. il Rinascimento, con lo spiazzo sovrapposto alla città, calato indiscriminatamente al suo interno, strumento per mezzo del quale la geometria viene imposta alla città, per rappresentare se stessa e la propria autocrazia. 
  3. L'epoca Barocca e quella ottocentesca altro non fanno che ripetere, esaltandola e mortificandola, la strada aperta con le iniziative rinascimentali.
Alla piazza creazione collettiva del Medioevo subentra quella progettata del Rinascimento, la piazza aristocratica del Barocco, e quella della società borghese dell'800. 

Con l'epoca contemporanea, nel momento stesso in cui le città italiane subiscono il maggiore e più rapido fenomeno di crescita che la storia abbia finora registrato, la città è sempre meno a misura d'uomo.

Fra le città che rappresentano meglio le caratteristiche stilistiche italiane vi sono: 

Roma, Firenze, Milano, Padova, Siena, Venezia, Pisa, Bologna, Trento . 
Non si costruiscono più piazze, né in generale spazi aperti per l'uomo nella sua vita collettiva. In un contesto come quello della città contemporanea, anche le poche preziose testimonianze di epoche storiche passate si vanno distruggendo.

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La piazza si adegua alle mutevoli caratteristiche della città, non è possibile interpretarla, qualsiasi configurazione essa assuma nel tempo, se non ci si riferisce immediatamente alla città di cui fa parte.

Esiste solo in quanto esiste la città, si ritrova solo nella città, nasce con la città, e la città è tale solo quando produce la piazza come sua componente principale, corrispondente alle funzioni pubbliche più importanti: civiche, religiose, commerciali.


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