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domenica 13 novembre 2016

I CONSIGLI DELLA NONNA: LA FRUTTA E LA VERDURA DELL’AUTUNNO

Nella stagione autunnale, tutto si riveste delle svariate armonie dell’arancio: le foglie sugli alberi prima di accartocciarsi, la frutta e la verdura, che con questo colore rallegrano le atmosfere prossime all’inverno. La frutta e la verdura tinte di arancione sono ricche di vitamina C, betacarotene, flavonoidi e zinco. Tutte qualità benefiche per la nostra salute.

LA ZUCCA
La zucca contiene pochissime calorie, grazie all’elevato contenuto di acqua di cui è costituita, circa il 95%. Di essa possiamo usare tutto: possiamo mangiare la polpa, cruda o cotta, i semi e anche la buccia. Può essere cucinata a vapore, lessata, stufata o in forno. Può essere frullata o schiacciata in modo da fare una purea, che accompagni i cibi o essere servita come contorno. Centrifugata è un buon succo da bere a digiuno al risveglio. I semi della zucca, sciacquati e asciugati, si lasciano essiccare all’aria aperta o si tostano nel forno per pochi minuti. Si possono semplicemente sgranocchiare o aggiungere sminuzzati alle insalate. La buccia va fatta a pezzetti, cotta coperta con poca acqua e fatta a crema, buona per arricchire minestre e torte salate. La zucca va conservata in frigo priva della buccia o congelata cotta e tagliata a cubi.

IL CACO
Il caco è originario del Giappone e della Cina, ma si è ampiamente diffuso nell’area del Mediterraneo. Ha la buccia liscia con la polpa morbida e molto zuccherina, ma esiste anche la varietà con la polpa soda. Questo frutto, dopo la raccolta, va fatto maturare, perché perda l’alto contenuto di tannino e va mangiato molto maturo, perché non “allappi”, cioè non produca una sensazione sgradevole.

IL MELONE
È un frutto dalla polpa sugosa, dal colore bianco-giallo nelle varietà invernali, da settembre a dicembre. Il melone si consuma fresco, da solo o nelle preparazioni di antipasti come nel classico accompagnamento col prosciutto. È ottimo come confettura, dà un sapore fresco alle macedonie di frutta, dissetante come sorbetto, gelato e frullato. Quando vogliamo acquistarne uno, per scegliere un buon melone, bisogna toccarlo e annusarlo: deve essere denso, deve avere le estremità morbide e deve avere un odore dolce e gradevole. Esso contiene il 90% di acqua, quindi è bene non consumare molti liquidi quando lo si mangia, così da evitare una digestione difficile.

mercoledì 27 luglio 2016

LE PROPRIETÁ BENEFICHE DEL MELONE


Il cucumis melo, meglio conosciuto con il nome di melone, è un’Angiosperma della famiglia delle Cucurbitacee. Originaria delle zone del Caucaso, questa pianta con il fusto rampicante viene generalmente coltivata nei Paesi con clima mite e i suoi frutti sono dolci e gustosi.
Alcuni ritengono che il melone abbia origini asiatiche (i cinesi ne esaltano le virtù terapeutiche) ma secondo altre fonti la sua origine sarebbe invece africana. In Italia venne introdotto in età cristiana e veniva indicato dagli antichi autori latini con il nome di popones o melones, termini che sono rimasti negli anni (il primo più usato nell’Italia meridionale, il secondo al nord). In Europa il melone venne introdotto da Carlo VIII e raggiunse la sua massima diffusione dopo il XV secolo. 
Il melone ha una forma rotonda o leggermente ovale; la buccia esterna ha un colore giallognolo e la sua polpa, ricca di semi piccoli e piatti, si presenta dolce e succosa. Esistono tre varietà di meloni: quelli estivi (cosiddetti retati, caratterizzati da striature in rilievo) e i cantalupi che hanno la buccia liscia e sono più aromatizzati e profumati; molto apprezzato e consumato è anche il melone invernale che si presenta con la scorza gialla o verde e la polpa chiara, generalmente dolce e saporita. Il 60% della produzione mondiale proviene dall’Asia, mentre in Europa i maggiori produttori sono Spagna, Romania, Francia e Italia.

Caratteristiche del melone 
Il melone ha foglie alterne glauchescenti ed ha fiori sia maschili che femminili. La fecondazione incrociata avviene ad opera degli insetti, anche se per le colture in serra è più indicato ricorrere alla fecondazione artificiale. Per quanto riguarda il clima, questo frutto necessita di un clima temperato caldo e di un terreno esposto al sole. La terra in cui viene seminato deve essere profonda e ben drenata per evitare ristagni d’acqua. La semina avviene generalmente nei mesi di aprile-maggio e in questo modo: vengono create delle piccole buche in lunghe file distanti un metro l’una dall’altra e vi si lasciano cadere dentro quattro semi. Quando invece si vuole piantare i meloni anticipatamente, si procede nel mese di marzo creando un artificiale terreno piuttosto caldo che viene ricoperto da un tunnel di plastica trasparente. Per quanto riguarda la coltura, non esistono quindi cure particolari, tuttavia occorre non trascurare un’importante operazione: la cimatura. Quando le piantine hanno cinque e sei foglie, si cimano sopra le prime due e di conseguenza anche i rami che si sviluppano dopo questa operazione e dopo la formazione dei piccoli frutti, si cimeranno ancora i rami fruttiferi a due foglie sopra i frutti. Per quanto riguarda la raccolta, questa può essere eseguita tagliando il frutto quando il peduncolo manifesta le prime screpolature:

contemporaneamente la scorza prende colore tipico della varietà e il frutto inizia ad emanare il “classico” profumo.