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sabato 28 aprile 2018

Sì, i fiori di glicine si possono mangiare. E sono deliziosi!!


Tre ricette per goderne tutto il gusto e il colore

Non in molti lo sanno, ma i fiori lilla che pendono in grappoli in questo periodo dai muri di cinta di molte case, si possono mangiare. Il glicine, infatti, che è romantico quanto il gelsomino, sia per colore, sia per profumo, è ottimo per decorare le insalate, ma anche da aggiungere a torte o tisane: mettetene qualche petalo nello yogurt con un cucchiaio di miele: resterete sorpresi. Ma attenzione, non tutte le parti della pianta sono commestibili, dunque è fondamentale che selezioniate con attenzione soltanto i petali.

Una leggenda piemontese: Il drago al Lago 'Orta.


Una leggenda racconta che Giulio e Giuliano, fratelli, giunsero Gozzano. Erano soliti andare al lago d’Orta e dalle sponde osservavano lo scoglio roccioso e inospitale che fuoriusciva dalle acque.

martedì 24 aprile 2018

ARTE: #BellissimePitture120

David Caspar Friedrich – Donna di fronte al sole 


BIMBA BRUNA E FLESSUOSA 
di Pablo Neruda

Bimba bruna e flessuosa, il sole che fa la frutta,

quello che riempie il grano, quello che piega le alghe, 

ha fatto il tuo corpo allegro, i tuoi occhi luminosi 

e la tua bocca che ha il sorriso dell’acqua. 

♥Malika Favre♥


Malika Favre, nata nel dicembre del 1982 nella regione parigina, è un'illustratrice francese.

Malika Favre è diplomata alla Scuola Nazionale di Arti Applicate e Artigianato di Parigi (ENSAAMA) e al Surrey Institute of Art and Design di Farnham, Gran Bretagna.

Vive e lavora a Londra, prima come direttore artistico presso l'agenzia di design AirSide, poi a Unit9 (in) dal 2006.

lunedì 23 aprile 2018

Fate bei sogni!


(Dmitrij Shostakovich (1906-1975), nato a San Pietroburgo, era un compositore russo, famoso soprattutto per le sue 15 sinfonie, numerose opere da camera e concerti, molti dei quali scritti sotto la pressione degli standard imposti dal governo dell'arte sovietica. Entrò nel Conservatorio di Pietrogrado (ex San Pietroburgo, successivamente Leningrado) nel 1919, dove studiò pianoforte con Leonid Nikolayev fino al 1923 e composizione fino al 1925 con Aleksandr Glazunov e Maksimilian Steinberg.

Di tutto un po' #559



Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.

domenica 22 aprile 2018

Una poesia di Dacia Maraini...


“Le poesie delle donne sono spesso
piatte, ingenue, realistiche e ossessive”,
mi dice un critico gentile dagli occhi a palla.

domenica 8 aprile 2018

Una poesia di Stefano Benni: Il poeta.


Il poeta è un uccello
che becca le parole
sotto la neve del normale
viene sul davanzale
e scappa, impaurito
se lo vuoi catturare

Ode al pomodoro di Pablo Neruda


La strada
si riempì di pomodori,
mezzogiorno,
estate,
la luce
si divide
in due
metà
di un pomodoro,
scorre
per le strade
il succo.

Sala Gialla di Palazzo dei Normanni




La Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, uno dei luoghi più cari a Federico II di Svevia, destinato a poeti e musici, ha consacrato uno delle opere letterarie più attenzionate dal web: il romanzo di Enzo Randazzo “Sicilia my love”, con guida alla lettura di Gisella Mondino.

Solo per qualche istante: poesia d'amore di Baratynskij

“Solo per qualche istante” è il titolo di una poesia di Evgenij Abramovic Baratynskij che affronta il tema della fugacità dell'amore.

L’amore è la forza che ci spinge ogni giorno a continuare, ad andare avanti. Chi ha provato l’amore sa quanto esso sia forte, avvolgente e sconvolgente, ma anche rassicurante. Però l’amore può anche finire. Si dirà che è la passione che finisce, ma l’amore resta. Non sempre è vero: l’amore può finire, è un dato di fatto, volenti o nolenti.

domenica 1 aprile 2018

IL PAPAVERO, simbolo e leggenda.

Secondo un’antica leggenda l’ultimo re di Roma Tarquinio il superbo per far vedere al figlio il metodo migliore per impossessarsi della città di Gabi fece buttare giù con un bastone i papaveri più alti del suo giardino.

Ciò stava a significare che si dovevano prima distruggere le più alte cariche, le persone più importanti ed autorevoli. 
Il papavero quindi è associato al simbolo del potere e non è un caso che si parla di “ grossi papaveri” per indicare il simbolo del potere.

Una volta il fiore di papavero veniva anche usato per rappresentare la fedeltà: si prendeva un suo petale e si posava sul palmo della mano e si colpiva con un pugno, se si sentiva un rumore come di schiocco voleva dire che l'amato/a era fedele.

La storia del pesce d’aprile.


Le origini di questa festa, che si tramanda da secoli in molti paesi del mondo, sono incerte.

Non si conosce esattamente il periodo in cui ebbe inizio, ne’ per opera di chi. Gli studiosi di tradizioni popolari forniscono diverse versioni – basate piu’ su congetture teoriche che su dati scientificamente provati – che avvolgono la nascita di questa tradizione in un alone di mistero.

domenica 16 aprile 2017

A mio padre - Camillo Sbarbato

Dipinto :-Vecchio con la testa tra le mani Van Gogh


Padre, se anche tu non fossi il mio 
Padre se anche fossi a me un estraneo, 
per te stesso egualmente t'amerei. 

Amo la domenica! ♥


Amo la domenica 
perché da' aria
alla mia voglia di respirare
Perché da' tempo
al mio tempo

♥Buona Domenica♥


Fa'del tuo tempo un tempo per vivere 
Un tempo per essere 
E non per avere
Un tempo per sentire
E non per subire

Buongiorno!! ♥♥♥


Buongiorno alle persone "girasole" che splendono,
quelle generose che per dare luce agli altri,
a volte rimangono loro stesse al buio.

sabato 15 aprile 2017

ARTE: #BellissimePitture107

Opera d’arte di William Barnes

Certe sere vorrei salire
sui campanili della pianura,
veder le grandi nuvole rosa
lente sull'orizzonte
come montagne intessute
di raggi.

Di tutto un po' #522


Ho cercato la pace
Nelle strade silenziose la mattina
E nel profumo del caffè che proveniva 
dai bar affollati
Nelle luci dell'alba prima di alzarmi

domenica 2 aprile 2017

MODI DI DIRE “SANO COME UN PESCE”


L’espressione “sano come un pesce” ci appare abbastanza buffa e sappiamo che equivale a dire “sono in perfetta salute”. Il detto popolare ha radici nell’antichità. Infatti, un tempo i pesci erano considerati degli esseri viventi che non si ammalavano mai.