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giovedì 1 giugno 2017

2 Giugno 2017: Festa della Repubblica Italiana



Viva l’Italia, l’Italia liberata, l’Italia del valzer, l’Italia del caffè. 
L’Italia derubata e colpita al cuore, viva l’Italia, l’Italia che non muore. 

Francesco De Gregori

giovedì 16 giugno 2016

IL TRIFOGLIO


Questa deliziosa piantina è il simbolo della fertilità. Il trifoglio nasce per creare una sorta di rotazione della coltura in quel dato terreno, grazie alle sue radici ricche di colonie di batteri che rinnovano appunto la terra. Esso è una delle piante più medicamentose e ricche di proprietà, che la natura ci abbia regalato. Infatti, è ricco di calcio, flavonoidi, vitamine e sali minerali. Pensate che un tè fatto con le sue foglie e i suoi fiori essiccati, è ottimo per una buona digestione. Ancora è ricco di estrogeni ed è così potente da essere considerato in natura il fitoestrogeno più importante. Inoltre, depura l’organismo a livello epatico e intestinale e dona vigore a una pelle spenta, invecchiata precocemente e disidratata. Un tempo si consumava in decotti e tisane, oggi si trova in farmacia. Il trifoglio è anche molto buono da mangiare: i fiori ad esempio, sono buoni nell’insalata, crudi e conditi, hanno un sapore dolce e faranno molto bene. I fiorellini hanno una forma a palla, a batuffolo, e sono di diversi colori: bianchi, porpora, rossi, rosa. Il trifoglio nasce nei prati, ai bordi dei sentieri o nelle aiuole ed è così particolare che il latte, o il burro ricavato da animali che hanno brucato il trifoglio, assumono un gusto particolare. 

Nel Cristianesimo, simboleggia la Trinità, Mistero di fede che unisce Dio Padre, il Figlio e lo Spirito Santo in un’unica Persona. Tre entità unite, come tre sono le sue foglie. Quando, invece di foglie ne ha quattro, la credenza popolare dice porti tanta fortuna; purtroppo, però questa versione è molto rara. Il suo nome è quadrifoglio ed è semplicemente un’anomalia genetica. Per gli antichi Greci ed Egizi, il trifoglio faceva da meteorologo: quando sta per piovere, infatti, le sue foglie si rizzano verso l’alto, mentre di norma, sono aperte a ventaglio, orizzontalmente. Il tipo di pianta più comune ha i fiori color violetto chiaro che tinge i prati di romantiche tinte ed è chiamato trifoglio rosso. Fiorisce da maggio a ottobre, fin quando arriva il freddo. E allora i suoi tocchi di colore vanno via, rimangono le verdi foglioline a riparare un terreno che si prepara per il prossimo anno. 

Il trifoglio è il simbolo nazionale dell’Irlanda ed è conosciuto in quasi tutta Europa. Nel linguaggio dei fiori simboleggia la fertilità, la nascita, ma anche la famiglia e l’unione.

sabato 11 giugno 2016

I LEGUMI: I PISELLI, LE FAVE e I FAGIOLINI


I LEGUMI

In primavera, la terra ci regala la bontà dei legumi freschi: teneri piselli, fave e fagiolini. I legumi freschi hanno minor apporto calorico, ma una buona percentuale di sostanze nutrienti. Contengono più acqua, tante vitamine e sali minerali e sono ben digeribili.

I PISELLI

Già conosciuti durante il Neolitico, sono originari del Medio Oriente. Nel ’700 hanno avuto la loro diffusione, grazie al consumo che se ne faceva alla Corte di Francia. Il re Sole ne era veramente ghiotto. I piselli contengono il tipo di zuccheri che non alzano la glicemia nel sangue, proteine, fibre, grassi, ferro, vitamina B1 e C. Essi perdono facilmente la freschezza, così devono essere consumati subito. Il prodotto è fresco quando il baccello è elastico e rimane di colore verde brillante. Possono essere conservati in frigorifero per non più di tre giorni. Andrebbero sgranati immediatamente prima di essere lessati in acqua.

LE FAVE
Venivano consumate sin dall’antichità, pare già nell’Età del Bronzo; furono molto apprezzate dai Romani che le mangiavano con uova, miele e pepe. Sono tra i legumi più bilanciati e meno calorici. Contengono proteine, zuccheri, fibre, minerali, vitamina C. Il baccello deve essere verde brillante, sodo e croccante. Quando è fresco emette uno schiocco nell’atto di spezzarlo. Si conservano in frigo in un sacchetto di carta, o possono essere congelate dopo averle sbollentate per tre minuti.

I FAGIOLINI
Appartengono al genere del fagiolo americano che arrivò in Europa dall’America per opera di Spagnoli e Portoghesi. Sono molto ricchi di fibre e contengono un’alta percentuale di acqua; ancora proteine, potassio, ferro, calcio e magnesio. Sono poveri di calorie e di grassi. Per evitare la dispersione delle sostanze durante la cottura, è consigliabile utilizzare poca acqua e immergerli in essa quando è già in ebollizione. Ottima è la cottura a vapore. Indice di freschezza sono il colore brillante, il rumore secco che fanno nello spezzarli e la presenza del picciolo. Si conservano in sacchetti nella parte inferiore del frigorifero per circa cinque giorni massimo. Possono essere congelati dopo averli sbollentati per un paio di minuti e averli fatti raffreddare. In freezer si conservano fino a un anno.



IL SOFFIONE, OVVERO IL DENTE DI LEONE


Il dente di leone, conosciuto anche coi nomi di soffione o tarassaco, è una pianta tipica delle regioni a clima temperato. Cresce nei prati e nelle campagne, ha la foglia dentata con profonde incisioni che giungono alla base della pianta facendo unire le foglie. Il fiore è di colore giallo intenso e sboccia in primavera.


I semi, che compaiono dopo la sfioritura, sono riuniti in un pappo, ovvero una piccola sfera pelosa che somiglia a un pon-pon e hanno la caratteristica di volar via al minimo soffio di vento. Essi si sparpagliano, volando nell’aria e hanno la forma di un piccolo ombrellino. Questa è la caratteristica che ha dato al dente di leone il nome di soffione. Ha una notevole velocità riproduttiva, così, in campagna, invade i campi coltivati e, per questa ragione, è stata considerata una pianta infestante da estirpare. Nella mitologia, si narra che Teseo, dietro consiglio di Ecale, avesse mangiato solo dente di leone per trenta giorni consecutivi, per diventare forte e sconfiggere il Minotauro. In effetti, la pianta di dente di leone (tarassaco) sembra sia molto più nutriente di altre verdure più note come i broccoli e gli spinaci. In passato, di questa pianta veniva adoperato il latte prodotto dalle foglie fresche, come detergente per il corpo. Una tradizione popolare narra che, soffiando sul pappo si può esprimere un desiderio e che, se con un sol soffio tutti i semi volano via, il desiderio si avvererà in breve tempo.


Nel linguaggio dei fiori, il dente di leone simboleggia la fiducia, la forza e la speranza.