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domenica 21 gennaio 2018

Il poeta albero (Giuliano Scabia)


Camminando si sentono i piedi della poesia, uno, due, tre / uno, due, due, tre, quattro / uno, uno, due, tre, quattro – ballando si sentono ancora meglio. Quando il camminante incontra altri camminanti (nei sentieri dentro i boschi, dentro le città o dentro il corpo) li ascolta nel suono dei piedi – per sentire la poesia. Solo dal suono dei piedi si riconosce lapoesia.

Di tutto un po' #557

Così si parlano le piante: gli alberi cantano e i semi prendono decisioni

Gli alberi cantano. Le piante si scambiano regali. I semi prendono decisioni. A sostenerlo non è qualche profeta del pensiero new age, ma una pattuglia di botanici che scrivono libri di successo e pubblicano studi su riviste prestigiose. La scienza dispone ormai di strumenti tecnologici avanzati per studiare la vita segreta delle piante.

mercoledì 20 settembre 2017

L’ALBERO DAI LUNGHI RAMI


Il salice piangente è originario dell’Asia centrale e fu introdotto in Europa nel 1692. Il termine salice ha origini celtiche, significa “vicino all’acqua”. Per molti popoli antichi i fiumi sulle cui sponde i salici crescevano erano le lacrime versate da questi alberi dalle lunghe e argentate foglie.

martedì 19 settembre 2017

"L’urlo dell’ulivo" di Santa Petrosillo

Una bella storia in rima per sensibilizzare un intervento logico nel rispetto della Natura...

Quello che sta succedendo agli ulivi in Puglia
merita una riflessione e soprattutto un intervento…

Un giorno in un uliveto arrivò una notizia: “Alberi attenti... taglialegna in vista! Diceva cinguettando un usignolo e così proseguì il suo volo. Gli alberi si guardarono spaventati ed esclamarono: “Siamo spacciati!!” Il taglialegna arrivò presto in quell’uliveto e alla vista di quegli alberi secolari, non uguali, dai tronchi che sembravano sculture contorte dal tempo e dalla natura, capì che tagliarli sarebbe stato duro.

mercoledì 15 marzo 2017

IL BOSSO


Il bosso è un albero sempreverde, con cui si realizzano siepi ornamentali per giardini, oppure può essere usato come pianta da vaso. Una delle caratteristiche per le quali il bosso viene più apprezzato è la compattezza e la capacità di tenere la forma, tipiche di questa pianta. Infatti, il bosso si presta a potature geometriche a forma di palla, spirale, piramide o altro e per questo motivo viene utilizzato moltissimo come pianta da vaso ornamentale.

martedì 13 dicembre 2016

L’ABETE



L’abete, a Natale, possiamo definirlo il principe delle decorazioni, l’elemento intorno a cui ruotano tutti gli altri addobbi. L’abete rosso è il classico albero di Natale, diffuso in tutta l’Europa settentrionale e centrale. Esso raggiunge altezze elevate, fino ai 40-50 metri con la sua chioma conica e i rami disposti in modo orizzontale. Le foglie sono gli aghi appuntiti di colore verde scuro disposti a ricoprire interamente i rametti. Forma, sulle Alpi e sugli Appennini, boschi di conifere numerose sempreverdi. Il suo legname pregiato è usato in falegnameria e nell’industria cartacea.

L’abete era usato nelle antiche feste pagane, come l’albero che simboleggiava la vita che rinasce e la forza della Natura. E il ricordo è ancora forte e presente nelle tradizioni dei nostri giorni. Sono numerose le leggende su questa pianta: si narra che essa fosse uno degli alberi del Giardino dell’Eden e che le sue foglie avvizzirono, diventando aghi, quando Eva colse il frutto proibito e non fiorì mai più fino alla notte in cui nacque Gesù Bambino. Un’altra leggenda, invece, narra che Adamo avesse portato con sé un ramoscello dell’“albero del Bene e del Male”, quando venne cacciato dall’Eden. Il ramoscello, piantato sulla Terra, divenne un bell’abete e fu usato come albero di Natale.

L’abete è, tradizionalmente, l’albero delle feste. Compare in bella mostra nei salotti di casa, domina nelle piazze delle città e regala con i suoi colori, le sue palle scintillanti, il suo profumo di bosco, allegria, poesia e magia, che si rinnovano ogni anno.

venerdì 20 maggio 2016

ALBERI


Un albero isolato è l’ideale per fornire indicazioni sull’orientamento, soprattutto se si trova in un’area esposta agli agenti atmosferici, come in una aiuola di una città. Se però ci troviamo in un bosco, dobbiamo scegliere un albero dominante, quello cioè che appare più alto, più vecchio e più robusto, perché rivela con maggiore chiarezza l’impatto con gli agenti atmosferici. Scegliamo, se possibile, un albero che perde le foglie piuttosto che un sempreverde, perché su di esso gli adattamenti ambientali, che possono essere letti, saranno di solito più pronunciati. Giriamo tutto intorno all’albero e osserviamolo accuratamente per valutare quale lato sembra più pesante e la crescita più folta: con buona probabilità questo è il lato esposto a Sud, e più sarà pronunciata questa differenza più si potrà fare affidamento su tale metodo. Il fusto e i rami di un albero tendono a curvarsi verso la luce (nel nostro emisfero verso Sud). Prestare quindi attenzione ai rami che si trovano sui due lati di uno stesso albero: quelli che crescono sul lato più illuminato si svilupperanno orizzontalmente in direzione della luce, mentre i rami che si trovano sul lato più buio tenderanno a crescere verso l’alto. Per questo motivo, guardando da oriente o da occidente gli alberi del nostro emisfero sembra che disegnino una sorta di “v” tra i rami (effetto spunta) – fenomeno che è più evidente quando gli alberi sono senza foglie. Anche un albero abbattuto aiuta per l’orientamento attraverso l’osservazione degli anelli di accrescimento del ceppo (parte inferiore della pianta, da cui si alza il tronco e si diramano le radici). Sui ceppi di un albero abbattuto gli anelli di crescita sono più ampi nel lato Sud. In una zona dove spira spesso un certo vento, i rami e le cime degli alberi tendono a curvarsi in base alla direzione in cui esso soffi a. Se in una zona tira spesso la Tramontana [vedi VENTI] i rami e le cime degli alberi tendono a piegarsi verso Sud. Quindi il lato verso il quale risultano piegati gli alberi è il Sud. Se però non si conosce la direzione prevalente del vento, è possibile dedurla utilizzando inizialmente il Sole o le stelle [vedi SOLE, STELLE] o qualche altro indicatore e osservando poi l’effetto sull’albero. La corteccia degli alberi ad alto fusto che hanno la parte rivolta a Nord generalmente è coperta di muschio per la maggiore umidità [vedi MUSCHI] chi hanno i corrugamenti della corteccia più evidenti e profondi nel lato Sud.


venerdì 25 marzo 2016

FERMATE LA MATTANZA DEGLI ULIVI SECOLARI


Nelle campagne di Borgagne, frazione del comune di Melendugno, provincia di Lecce, c’è un ulivo più antico del Colosseo e del Partenone, uno degli alberi più vecchi del pianeta. Come centinaia di migliaia di altre piante secolari (sì, avete letto bene il numero), molte delle quali secolari e millenarie, rischia di essere ucciso tra pochi giorni da un batterio assassino o da un pronunciamento – nel migliore dei casi irresponsabile – della Commissione Europea. Per questo Peacelink ha invitato ieri, 23 marzo, il Commisssario Europeo alla Salute Vytenis Andriukaitis ad andare in fretta nel Salento per rendersi conto della guarigione di alcuni ulivi nelle zone indicate come fonte del focolaio della Xilella, il batterio incurabile precipitosamente indicato come il solo possibile responsabile di una strage peraltro annunciata da tempo. L’eradicazione di questi monumenti millenari alla vita sarebbe quasi certamente una soluzione sbagliata

La circonferenza di questo ulivo secolare salentino misura 14 metri

di Antonia Battaglia

Peacelink ha inviato oggi una lettera al Commissario Europeo alla Salute Vytenis Andriukaitis in merito alla vicenda della Xylella Fastidiosa e al paventato abbattimento di centinaia di migliaia di ulivi del Salento. Una misura che la Commissione ha indicato come necessaria per il contenimento del contagio del batterio, considerato come causa del disseccamento rapido degli ulivi. Peacelink, che parla a Bruxelles a nome delle associazioni del Salento e degli agricoltori riuniti intorno al “Comitato Spazi Popolari”, ha allertato la Commissione sul fatto che l’eradicazione degli ulivi è quasi certamente la soluzione sbagliata alla questione, visto che la Xylella potrebbe non essere la causa del disseccamento rapido degli ulivi e che il rapporto sull’audit di una missione in loco della stessa Commissione nel Febbraio 2014 afferma che alcune specie di funghi di tipo tracheomicotico possono causare singolarmente il disseccamento degli alberi. Test di patogenicità della Xylella sono ancora in corso, quindi non esiste una risposta scientifica alla domanda se la Xylella sia o meno la prima responsabile del disseccamento rapido degli ulivi.
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Sembra, invece, che la malattia sia da attribuire innanzitutto alla proliferazione di questo tipo di funghi. Cosa tra l’altro verificata da centinaia di agricoltori ed esperti in loco. I funghi non hanno la stessa dinamica di diffusione della Xylella e quindi lo sradicamento degli alberi potrebbe essere inutile.Peacelink ha invitato il Commissario Andriukaitis a recarsi a visitare gli ulivi che sono guariti in vari punti della zona indicata come focolaio della Xylella, e ha chiesto che la politica europea in materia venga rivista alla luce di studi dell’Università di Foggia, dei riscontri negativi sulla presenza di Xylella avuti su molti alberi affetti dal disseccamento rapido e alla luce del successo che ha avuto la terapia applicata agli ulivi malati, terapia che mira alla eliminazione dei funghi con procedure di disinfezione tradizionale e non aggressiva.

venerdì 18 marzo 2016

I viali alberati.


Sono diventati rari ormai, sia per alcune malattie che hanno decimato alcune specie, sia per ovvie ragioni di sicurezza stradale, e per la necessità, al nostro tempo, di dover ampliare la carreggiata.

E' sempre piacevole, però, passare in queste strade che si snodano fiancheggiate da grandi alberi annosi, è come passare sotto un colonnato antico...forse non si fa abbastanza per salvaguardare queste meraviglie.