domenica 6 novembre 2016

ARTE: #BellissimePitture22

Dipinto di Tiziana Rinaldi

La vita non è uno scherzo.

Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

Alla vita, 1947 - Nazim Hikmet

ARTE: #BellissimePitture21

Dipinto di Nicola Perucca

Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete. Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva più il bisogno di bere. 

"Perché vendi questa roba?" disse il piccolo principe. 
"È una grossa economia di tempo", disse il mercante, "Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano 53 minuti a settimana". 
"E cosa se ne fa di questi 53 minuti?" 
"Se ne fa quel che si vuole..." 
"Io", disse il piccolo principe, "se avessi 53 minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana..."

Antoine de Saint-Exupèry

IL PICCOLO PRINCIPE: LE FRASI SULL'AMICIZIA.




Il piccolo principe, o Le petit prince, è un'opera letteraria per ragazzi scritta da Antoine de Saint-Exupéry, pubblicata nel 1943. L'opera affronta tematiche importanti come l'amicizia, l'amore, il senso della vita ed è famosa in tutto il mondo soprattutto per le sue frasi celebri, ricordate da bambini e adulti, utilizzate per riflettere sul senso della vita e sui sentimenti. Le frasi del piccolo principe sull’amicizia sono cariche di sentimento e sottolineano quanto sia importante questo valore, che troppo spesso, gli adulti danno per scontato. Gli aforismi sull’amicizia del piccolo principe evidenziano inoltre, quanto sia fondamentale il tempo che si dedica alla conoscenza della persona amica ed è proprio questo che determina la sua importanza. Ecco una selezione di quelle che sono le migliori frasi sull’amicizia da il piccolo principe.

IL PICCOLO PRINCIPE: LE FRASI SULL'AMICIZIA. Non perdete tempo allora e leggete queste frasi bellissime sull'amicizia tratte dal Piccolo Principe: potrete dedicarle a qualche caro amico!

“Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercati le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercati di amici, gli uomini non hanno più amici.”

“È il tempo che si è perduto per una persona a determinare la sua importanza.”

“Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica.”
“Ho fatto di te mio amico e ora sei per me unico al mondo.”

“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro ... dalle tre io comincerò ad essere felice.”
“Bisogna esigere da ciascuno quello che ciascuno può dare.”

“Non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.”

“I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: “Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?” 

Ma vi domandano: 

"Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?” Allora soltanto credono di conoscerlo.”
“Gli uomini coltivano 5000 rose nello stesso giardino … e non trovano quello che cercano … e tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po’ d’acqua. Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore!”

“E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per piacere … e i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai” Sì, le stelle mi fanno ridere! “E ti crederanno pazzo. T’avrò fatto un brutto scherzo …”

Sull'amicizia


E un adolescente disse: Parlaci dell’Amicizia.
E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E’ il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. 
E’ la vostra mensa e il vostro focolare. 
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

Quando l’amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo. 
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia. 
Quando vi separate dall’amico non rattristatevi: 
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito. 
Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? 
Cercatelo sempre nelle ore di vita. 
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. 
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia. 
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

Kahlil Gibran

Una deliziosa riflessione di Annalisa Ferri sui riti e sulle sensazioni che ci rammenta l'inizio di Novembre, mese che ci conduce nel cuore dell'Autunno.




È bello ritrovare vecchi tradizioni,spolverare vecchie foto e vecchi ricordi in questo tempo in cui passato e presente si incontrano senza barriere.
Si spegne il sole ed un nuovo giorno dietro la montagna. Una stelle brilla solitaria sul montesfumato di viole e celeste leggero. Nel casale brilla un lumino acceso nella vigilia del ricordo dei defunti,che silenziosi attraverseranno il borgo e giungeranno davanti alla tavola apparecchiata per loro con noci raccolte e nuovo vino rosso. I camini fumano densi trasportando nell'aria odore di acero e carpino,fischia forte il vento e muove le foglie cadute a terra, scuote i rami e fa crescere il tappeto dall'odore di terra. Nascono i funghi e cadono le castagne tra le ombre delle notte sotto il volo del gufo reale ,pizzica l'aria che trascina l'eco dei crisantemi e la recita del rosario. Una notte di ricordo per chi ha alitato su questo mondo accompagnata dalle luci rosse dei lumini messi alle finestre appannate dal freddo che stende le sue mani per scaldarsi il cuore. Ombre di anziani curvi dietro le tendine ricamate guardano la vite senza foglie e le stelle che nascono pian piano dal chiaro del cielo,mentre vecchie foto in banco ed in nero riprendono vita; si sghiacciano da un istante di gioia e quotidiano fermato in una calda domenica d'estate per tornare a vivere. E girano camminando per quella che fu la loro casa,accarezzano le loro coperte, sentono l'odore di talco nel bagno e si siedono davanti al camino,a mangiare mandarini. E sarà quell'odore a svegliare al mattino i posteri,mentre la luce del lumino finisce di brillare con l'arrivo dell'alba bianca ed il primo volo della cincia.

(Annalisa Ferri)

Le osterie:


un posto per soli uomini ...

Le osterie di un tempo erano frequentate soltanto dagli uomini, di solito di sera e nei pomeriggi festivi.

L’oste stava dietro al suo bancone, in fondo alla stanza sempre fumosa , con un grembiule vagamente pulito alla vita intento a versare il vino richiesto nei misurini di vetro o nelle “mezzette piombate” col timbro dell’ufficio metrico.

A fianco teneva lo scaffaletto delle carte da gioco, e faceva i conti col gesso spesso sul piano del bancone, sul quale ogni tanto passava uno straccio, anch’esso poco pulito.

Alcune osterie avevano il gioco delle bocce sotto una pergola ombrosa e i giocatori si sfidavano in epiche partite che avevano come posta regolarmente il litro di vino, seguiti dagli apprezzamenti o dalle critiche degli spettatori.

In altre si poteva trovare anche da mangiare: 

cibi semplici , intingoli di coniglio, umidi, trippa, minestre con fagioli o ceci, formaggio e salame, cibi che ben si accompagnavano con un bel bicchiere di vino rosso.


L’Osteria del villaggio

C'è un profumo

che nasce dalle crepe antiche del piccolo casolare,

a ridosso dell'osteria;

un inebriante aroma

di verdure saltate e abbracciate

delle costolette fumanti e dorate,

il vino che scola allegro,

al punto da risplendere

del gioiello antico

del sapore toscano;

ecco ogni piatto

che balla sulla tovaglia a scacchi,

cantando un'antica melodia

che vola

tra le feritoie e gli scorci

di un villaggio eterno

e battuto dalle pietre sagge

di una chiesa ancor più sapiente

delle fondamenta di un castello

Luigi Ciampolini

LE STANZE DEI POETI



In una stanza si misero tutti i poeti
colti
alcuni sapevano veramente molte cose
alcuni non si coltivavano per niente
alcuni facevano sfoggio
alcuni le tenevano per sè
alcuni costruivano un pezzo tu un pezzo io
torri di sapere
dispositivi per salire
alcuni guardavano le torri e si sentivano bassi troppo in basso
altri avevano gli occhi luccicanti
per tutto ciò che potevano vedere da lassù

Poi c’era una stanza
con tutti i poeti giocherelloni
alcuni erano incommensurabilmente tristi
altri si annoiavano
altri pensavano che quello era il luogo
dove tutti avrebbero dovuto stare
alcuni erano molto molto arrabbiati con gli altri
là fuori
altri si inventavano una lingua nuova
che li divertiva tantissimo
e faceva fiorire le parole

Poi c’era la stanza
dei poeti politici