domenica 4 dicembre 2016

Di tutto un po' #427


L’élite politica teme il referendum. E’ uno strumento imprevedibile di governo, che trasferisce il potere di decisione dal partito al popolo, spersonalizzando il dibattito e lasciando esprimere le differenze di opinione. In un sistema rappresentativo, il partito al governo ama avere un margine di manovra offerto dal mandato popolare, in modo aperto e vago. E’ sotto l’apparenza di legittimità, ricevuta da un voto popolare, che il governo eletto pretende di governare in nome del popolo. Il referendum, in questo senso, nega la legittimità. Esso nasce dall’idea che i governi rappresentano imperfettamente l’opinione pubblica, e che anzi abbiano intrinsecamente la propensione a tradirla.


(Marc Chevrier)

ARTE: #BellissimePitture35

Dipinto di Jean Marc Janiaczyk

Ogni giorno è un nuovo giorno.

Tutto da inventare, tutto da vivere, tutto da godere.
L’alba lo posa sul palcoscenico della tua vita,
e se ne va.

Il nuovo giorno è tuo, t’appartiene,
nessuno te lo può portare via.
Puoi farne ciò che vuoi.
Puoi farne un capolavoro o un fiasco.
Perché sei Tu il soggettista…
Perché sei Tu il regista…
Perché sei Tu il protagonista.
La vita è fatta di tanti nuovi giorni:
tutti da inventare,
tutti da vivere,
tutti da godere.
Alzati dalla poltrona di prima fila!…
e sali sul palcoscenico della tua vita!

Omar Falworth - Ogni giorno è un nuovo giorno

ARTE: #BellissimePitture34

Dipinto di Mario Galanti


Tramonto

Oggi alla fine del giorno
il tramonto posò le sue perle
sui fini e nerì capelli della sera
ed io le ho nascoste
come una collana senza filo
dentro il cuore.
Nel silenzio il cigno dorme .
sulla riva destra del fiume
e questo tramonto
attraverso il cielo luminoso di stelle
è venuto a toccare
la mia umile fronte:
sopra queste acque tacite e calme
ha iniziato la traversata tra astri e stelle:
ha steso
il suo manto d'oro
sulla soglia della notte
che dorme tranquilla:
e infine lungo le vie dell'arsa,
sopra il carro di un nero destriero
s'allontanerà facendo scintille:
ha lasciato soltanto un tocco
sulla fronte di un poeta.
Nel tuo infinito mai s'era visto
un tramonto così,
né più ritornerà.

Rabindranath Tagore - Tramonto

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO


Accendiamo la seconda candela della Corona dell’Avvento.

Questa candela, di colore viola, definita “Candela di Betlemme” che simboleggia la chiamata universale alla salvezza, ci ricorda il luogo dove è nato il nostro Salvatore. La gioia dell’umanità intera è grande, perché Dio nasce nella nostra carne. Questa seconda fiamma illumina il nostro cammino verso il Natale, aiutandoci a rimanere vigilanti. Fa luce nella vita e nei cuori di ciascuno, perché vi fioriscano la conversione e il desiderio di incontrare il Signore che viene.

BUONA DOMENICA!

LA CARTA


La carta, invenzione cinese, arrivò in Europa attraverso gli Arabi e fece la sua comparsa nel sec. XII e nel sec. XIII andò affermandosi sia pure lentamente.

Le prime cartiere in Italia sorsero nel corso del Duecento, ad Amalfi, Fabriano e in area ligure; la produzione poi si diffuse a Bologna, Padova ecc. 

Poiché l’elaborazione di questo materiale scrittorio poggiava sugli stracci (solo dal sec. XIX si ricava dagli alberi) erano necessari macchinari complessi come i mulini da carta – cartiere – di cui erano proprietari i maestri cartai e furono questi a contrassegnare con le filigrane la carta di propria produzione. Nel tempo la carta soppiantò la pergamena. Il metodo di fabbricazione della carta è stato più o meno sempre lo stesso. Stracci di canapa e di cotone vengono macerati e poi battuti con magli fino a divenire una pasta morbida ed omogenea; questa viene versata in tini, nei quali si immerge la forma, costituita da un telaio rettangolare, sul quale sono tesi sottili fili di ottone, le vergelle, sostenute perpendicolarmente da bastoncini di legno, i colonnelli, sostenuti a loro volta da fili di rame, i filoni. Sul telaio un quadro mobile determina lo spessore della carta, che si lascia poi essiccare.

La battitura con magli, martelli metallici a due teste, fu facilitata e resa più efficace dall’impiego della ruota idraulica che azionava un albero a camme.

L’ANIMA DEL VINO

Nella bottiglia l’anima del vino - era di sera -
cantava: “Caro povero uomo, dalla prigione
del vetro e sotto questa rossa laccata cera,
ti giunga luminosa, fraterna, una canzone.
So bene quanta pena, quanto sudore occorra
sulla collina in fiamme, sotto il sole cocente,
perché io abbia un’anima, e la vita in me scorra.
Ma non sarò ingrato, non sarò impudente.
Provo una grande gioia quando soave piombo
nella gola d’un uomo sfibrato dal lavoro:
perché il suo caldo petto è per me dolce tomba,
meglio che in una fredda cantina là dimoro.
Non senti le domeniche punte da stornellate,
la speranza che mi alita nel seno palpitante?
I gomiti sul tavolo, maniche rimboccate,
tesserai le mie lodi, con il cuore contento.
Lo sguardo alla tua donna, nell’amore rapita,
accenderò, a tuo figlio darò forza e colori,
e sarò per quel fragile atleta della vita
l’olio che ben rassoda le membra al lottatore.
In te farò cadere la vegetale mia
ambrosia, raro seme che il gran Seminatore
sparge perché dal nostro amore poesia
nasca e verso Dio salga come un prezioso fiore”.

C. Baudelaire

LE BANCHE

Con l’interruzione dei traffici e il rarefarsi dell’attività commerciale determinatisi dopo la caduta dell’impero romano (V sec. d.C.), anche l’attività bancaria preesistente declinò. D’altro canto l’attività creditizia era lungi dall’essere conciliabile con i principi dell’etica cristiana ferma a condannare l’usura, tuttavia l’espansione del commercio in atto dal XII secolo rese necessaria la ripresa dell’attività creditizia. La banca medievale era costituita da grandi compagnie mercantili che univano all’esercizio diretto dei commerci un’attività di tipo bancario consistente in anticipazione di denaro, accettazione di depositi e via dicendo. Poiché la morale medievale proibiva il mutuo ad interesse (Mutuum date nihil inde sperantes - Luca 6,35), tali compagnie agivano facendo ricorso al cambio tramite lettera (lettera di cambio o cambiale). L’operazione consisteva nell’anticipare fondi in una piazza e nel rimborsali in un’altra. La differenza dei cambi costituiva l’interesse. Se questo era un modo attraverso il quale le grandi imprese potevano sopperire alla mancanza di liquidità, al piccolo prestito rispondevano, invece, i prestatori ebrei, che non erano vincolati dal divieto canonico di prestare ad usura. Per porre rimedio a situazioni d’indigenza aggravata dall’usura i francescani Bernardino da Feltre e Barnaba da Terni furono i fautori di una nuova istituzione, il Monte di Pietà (il primo fu fondato a Perugia nel 1462), cioè un accumulo di denaro, al quale avrebbero potuto attingere tutti coloro che ne avessero fatto richiesta. Una delle banche medievali più solide fu il Banco de’ Medici; oltre che a Firenze ebbe filiali a Roma, Napoli, Milano, Ancona, Bruges, Avignone, Lione e Londra.