martedì 22 novembre 2016

Minoici e Micenei: Grecia

Le rovine del palazzo di Cnosso, sull'isola di Creta, 
una delle poche tracce rimaste della civiltà minoica.
Le rovine del Partenone di Atene, tempio adibito all'adorazione della déa Atena
L'Impero ellenistico di Alessandro Magno alla sua massima espansione


Le testimonianze più antiche della presenza umana nei Balcani, datate 270.000 a.C., si trovano nelle Grotte di Petralona, nella provincia greca settentrionale di Macedonia. Gli insediamenti neolitici in Grecia, risalenti al VII millennio a.C. sono i più antichi in Europa, superando di diversi secoli i successivi, in quanto la Grecia si trovava sulla strada tramite la quale l'agricoltura si diffuse dal Medio Oriente all'Europa.
La Grecia è stata la prima area in Europa dove sono sorte delle civiltà avanzate, ed è considerata la culla della civiltà Occidentale, cominciata con la civiltà cicladica delle isole egee attorno al 3.200 a.C., la Civiltà minoica a Creta (2700-1500 a.C.) e quindi la civiltà micenea nel Peloponneso (1900-1100 a.C.). Queste civiltà possedevano la scrittura: quella minoica, non decifrata, è detta Lineare A, mentre quella micenea è detta Lineare B, una forma arcaica del greco. Successivamente, mentre la civiltà minoica entra in crisi, forse a causa di un evento naturale distruttivo, prevale la civiltà micenea.
Alla fine dell'età del bronzo dai regni precedentemente esistenti nasce la civiltà greca. La struttura è quella di un insieme di città-stato (tra le maggiori delle quali ricordiamo Atene, Sparta, Corinto e Siracusa), anche molto differenti in termini di cultura ed organizzazione politica ed economica. L'espansione territoriale verso le colonie greche diffonde la cultura ellenica su tutta l'Anatolia e in buona parte del Mediterraneo, trovando un limite nella espansione dei Fenici.
Nel 500 a.C., l'Impero Persiano controllava un territorio che andava dall'attuale Grecia settentrionale e Turchia fino all'Iran e rappresentava una minaccia per le città-stato greche. I tentativi di ribellione delle città-stato greche dell'Anatolia sottoposte alla dominazione persiana fallirono, e la Persia invase la Grecia nel 492 a.C., ma le sue forze dovettero ritirarsi dopo la sconfitta alla Battaglia di Maratona del 490 a.C. Seguì una seconda invasione nel 480 a.C. Nonostante l'eroica resistenza degli Spartani e degli altri greci alle Termopili, le armate persiane saccheggiarono Atene. A seguito delle successive vittorie greche nel 480 e 479 a.C. a Salamina, Platea e Micale, i persiani furono costretti a ritirarsi una seconda volta. I conflitti militari, noti come le guerre persiane, furono guidati principalmente da Atene e Sparta. Tuttavia, il fatto che la Grecia non fosse una nazione unificata significava che i conflitti tra le città-stato greche fossero frequenti.
La guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta (che, però, non fu la prima) fa scivolare la civiltà greca nella crisi, favorendo l'ascesa della città di Tebe, che riuscirà a stabilire un'egemonia di breve durata sulla Grecia. Nel IV secolo a.C., la debolezza conseguente alle lotte interne tra le varie città-Stato rendono la penisola ellenica preda del re macedone Filippo II.
Dopo l'assassinio di Filippo II, suo figlio Alessandro III (noto come Alessandro Magno) assunse il controllo della Lega di Corinto e nel 334 a.C. lanciò un'invasione dell'Impero Persiano con le forze combinate di tutti gli stati greci. Grazie alle vittorie nelle battaglie di Granico, Isso e Gaugamela, i greci poterono marciare su Susa e Persepoli, l'antica capitale persiana, nel 330 a.C. L'impero creato da Alessandro Magno si estendeva dalla Grecia a ovest fino al Pakistan a est e all'Egitto a sud, risultando come uno dei più grandi che la storia avesse visto fino ad allora.
Prima della sua improvvisa morte nel 323 a.C., Alessandro Magno stava pianificando un'invasione dell'Arabia. La sua morte causò il collasso del vasto impero, che si divise in diversi regni, tra cui i più importanti erano l'Impero seleucide e l'Egitto tolemaico. Altri stati fondati dai greci erano il regno greco-battriano e il regno indo-greco in India. Sebbene non potesse essere mantenuta l'unità politica dell'impero di Alessandro, esso diffuse la cultura ellenistica e la lingua greca nei territori conquistati, le quali si sarebbero mantenute per almeno due secoli e in alcuni territori del Mediterraneo orientale anche molto più a lungo.

I Celti


Le prime manifestazioni di civiltà in Europa centrale riguardano gli insediamenti dei Celti; probabilmente altri insediamenti civili si avevano nell'area baltica, grazie alle condizioni climatiche favorevoli successivamente peggiorate per un drammatico periodo di tipo glaciale.

I Celti toccarono il loro apogeo tra la seconda metà del IV e la prima metà del III secolo a.C. In quell'epoca la lingua e la cultura celtica costituivano l'elemento più diffuso e caratteristico dell'intera Europa,[2] interessando una vasta e ininterrotta area che andava dalle isole britanniche all'Italia settentrionale e dalla penisola iberica al bacino Danubio. Dei gruppi isolati si erano inoltre spinti ancor più a sud, come i Senoni nell'Italia centrale e soprattutto i Galati in Anatolia.

La diffusione dei Celti in Europa all'epoca dell'apogeo della loro civiltà (III secolo a.C.)

Storia dell'Europa


I primi insediamenti umani (Homo georgicus, una varietà di Homo erectus) vengono datati attorno a 1,8 milioni di anni fa (Dmanisi, in Georgia). Si può quindi dedurre che le più antiche popolazioni umane che abitarono l'Europa appartenessero probabilmente all'Homo erectus. Altri ritrovamenti di chopper e strumenti primitivi nelle grotte Vallonet e Soleihac (in Francia) e nella grotta di San Daniele (nell'Istria) fanno risalire le prime popolazioni in quelle zone a circa 900.000 anni fa. Circa 700.000 anni fa gli Homo erectus raggiunsero invece l'Europa settentrionale e l'Inghilterra, sviluppando la lavorazione dei ciottoli.

Gli scavi archeologici di Terra Amata (Nizza) e di Vertesszöllös (Ungheria) dimostrano che tra 80.000 e 30.000 anni fa visse in Europa una specie umana più evoluta: quella dell'Homo neanderthalensis. Gli Homo neanderthalensis vivevano in accampamenti all'aperto o facevano uso del fuoco all'interno di grotte. I resti dell'Homo neanderthalensis vennero ritrovati a Neanderthal (in Germania) e si scoprì che la sua capacità craniale era simile alla nostra, ma la fronte era affossata e le arcate sopraccigliari molto pronunciate. Per lungo tempo l'Homo neanderthalensis è stato considerato una varietà di Homo sapiens, ma oggi nel mondo scientifico si sta facendo strada l'opinione che l'Homo neanderthalensis e l'Homo sapiens siano due specie distinte del genere Homo.

Durante il Paleolitico superiore contemporaneamente all'Homo neanderthalensis giunse anche l'Homo sapiens, che popolò l'Europa circa 40.000 anni fa. Egli praticava la caccia ed esprimeva le sue capacità artistiche. Durante il Mesolitico (civiltà della terracotta) alla fine delle grandi glaciazioni l'Homo sapiens (detto anche uomo di Cro-Magnon) inventò nuovi utensili per adattarsi al nuovo stato naturale, come dimostrano le pitture sulle caverne, che ritraggono scene di caccia e cerimonie rituali.

Con il Neolitico, ovvero a partire da circa 11.000 anni fa, l'uomo europeo impara ad addomesticare gli animali, a coltivare i cereali, a praticare l'artigianato anche a scopo di scambio e a navigare i mari. Nascono così i primi nuclei abitativi stanziali e gli europei impararono a lavorare i metalli dagli uomini del vicino Oriente. Per primo si usò il rame, poi il bronzo (lega tra rame e stagno) e infine il ferro. Contemporaneamente alla scoperta dei metalli molti villaggi si trasformarono in città con a capo un re o un capo comunità e si sviluppò il commercio.

Le incisioni rupestri nelle grotta di Altamira (Spagna), risalenti al Paleolitico superiore


Le donne sono tutto ♥


Le donne sono tutto: mogli, mamme, amiche, amanti.
E spesso anche padri. 
Lavorano dentro e fuori casa facendo più fatica dell'uomo, 
per poi sentirsi dire che sono il “sesso debole”, “l’angelo del focolare”. 
Pensano più alle soluzioni che ai problemi, le donne.
Per questo amano, educano, lavorano, soffrono, sorridono. 
Fanno tutto con passione, con generosità, con fermezza, con sincerità. 
E non perdono mai la dignità e il sorriso, le donne. 
Solo loro sanno rinascere più forti di prima, dopo ogni delusione. 
Sanno andare controcorrente, 
perché è nella loro natura essere libere.
E percorrono strade difficili,
piene di buche, di salite e di tornanti, le donne.
Ma non si arrendono mai ed arrivano sempre alla meta. 
E si guardano indietro soddisfatte, orgogliose di loro. 
Le donne sono fatte così. 
Semplici, speciali, una vera forza della natura.
Semplicemente Donne...
-- A. Degas

domenica 20 novembre 2016

Cos'è la Legge d'Attrazione?


La risposta più semplice è: “Simile attrae simile”, ovvero, una vibrazione è attratta da vibrazioni simili. Viviamo in un Universo vibrazionale dove tutto è energia, anche i nostri pensieri.


Quando ripetiamo un pensiero, cominciamo ad attrarre più della sua energia e la facciamo aumentare nella nostra esperienza. Come sentire o leggere di un qualcosa e poi cominciare a notarne l'evidenza dappertutto.

Questo processo è chiamato Legge d'Attrazione.
Di solito sperimentiamo nella nostra vita i suoi effetti senza quasi accorgercene, ma possiamo invece imparare ad utilizzare questa Legge e farla lavorare a nostro vantaggio.
Per potere fare ciò dobbiamo porre attenzione a due cose: quello che pensiamo e che emozioni proviamo quando lo pensiamo.
I pensieri vibrano e così fanno anche le emozioni. Per poter creare quello che vogliamo pensieri ed emozioni devono corrispondere.
Ci sono fondamentalmente due categorie di emozioni: quelle che ci fanno stare bene e quelle che ci fanno stare male.
Quelle che ci fanno stare bene ci indicano che quello che stiamo pensando corrisponde vibrazionalmente a quello che vogliamo.
Quelle che ci fanno stare male ci indicano che quello che stiamo pensando è vibrazionalmente all'opposto di quello che vogliamo.
Dato che la maggior parte del nostro pensare avviene ad un livello inconscio, noi possiamo usare le nostre emozioni per sapere quello che i nostri pensieri stanno creando, e se necessario, cambiare la loro direzione.
Per esempio, il pensiero “Io odio il mio lavoro” accompagnato da un senso di disperazione, ci tiene legati al lavoro che non ci piace. La sua vibrazione infatti è all'opposto di “Io amo il mio lavoro”.
È necessario cambiare questo pensiero per poter attrarre un lavoro che ci faccia stare meglio.

Le energie più potenti da utilizzare se vogliamo un cambiamento sono:
Amore e Apprezzamento.
Focalizzarsi su quello che c'è di buono nella nostra situazione corrente comincerà a cambiare la vibrazione che offriamo e puntarla nuovamente nella direzione di quello che vogliamo.
Per esempio, “Anche se non mi piace il mio lavoro, apprezzo il denaro che questo lavoro mi consente di avere alla fine del mese”. Questo cambierà il focus e quindi il vostro punto d'attrazione.

Judith Faulkner

Di tutto un po' #425


Vorrei tanto trovare
una cosa bella da amare:
essere frizzante
come una coppa di spumante,
allegra come un petardo,
un impazzita palla di biliardo,
sicura come un missile che investe
la volta celeste.
Vorrei tanto trovare
una cosa bella da amare,
che non rallegri me solamente,
ma tutta la gente.
Cerchiamola insieme:
chi viene?

Marcello Argilli
Tascha Parkinson

Quanto pesa una lacrima?


Quanto pesa una lacrima? 

Dipende: 

la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra.

(Gianni Rodari)
by MABEL LUCIE ATTWELL