martedì 23 febbraio 2016

BUON APPETITO CON… MELE COTTE CON CANNELLA


Ingredienti:
4 mele
tre stecche di cannella
3-4 chiodi di garofano
mezzo bicchiere di acqua

Procedimento:
Lavate bene le mele sotto l’acqua e asciugatele. Mettete le quattro mele in una pentola antiaderente piuttosto larga, mettete l’acqua, le stecche di cannella e i chiodi di garofano. Fate cuocere a fuoco molto lento, per almeno mezz’ora tenendo coperto con un coperchio. Se l’acqua si asciuga, aggiungetene ancora un mezzo bicchiere. Terminata la cottura, togliete le stecche di cannella e i chiodi di garofano. Infine, servite le mele calde o tiepide con il loro sughetto.

I DUE ASINELLI



Alla grotta di Betlemme arrivarono, arrancando, anche due asinelli. Erano stanchi e macilenti. Le loro groppe erano spelacchiate, piagate dai pesanti sacchi che il mugnaio loro padrone, caricava quotidianamente e dai colpi di bastone che non risparmiava. Avevano sentito i pastori parlare del Re dei Re venuto dal Cielo ed erano accorsi anche loro. Seguirono quella stella e davanti alla grotta, rimasero a contemplare il Bambino. Lo adorarono, pregarono come tutti e misero ai Suoi piedi, come dono, l’unica cosa che avevano: la loro vita. E i loro dolori, le loro pene... All’uscita, li attendeva lo spietato mugnaio e i due asinelli ripartirono a testa bassa, con il pesante basto sulla groppa. “Non serve a niente”, disse uno, “ho pregato il Messia che mi togliesse il peso e non lo ha fatto”. “Io invece”, ribatté l’altro, che trotterellava con un certo vigore, “gli ho chiesto di darmi la forza di portarlo!”.
E se qualcuno ti dice: “La vita è dura”, chiedigli: “In confronto a che cosa?”.

Bruno Ferrero

CONGESTIONE NASALE


Tra i rimedi più apprezzati per combattere la congestione nasale c’è l’inalazione di vapore: i suffumigi. È sufficiente portare ad ebollizione una casseruola da due litri piena d’acqua. Versate in un catino e scioglieteci tre cucchiai abbondanti di bicarbonato di sodio, un emolliente naturale che aiuta a ridurre l’infiammazione e a fluidificare il muco. In mancanza, sostituite con quattro cucchiai da minestra colmi di sale grosso. Avvicinate la testa alla bacinella contenente questa miscela e coprite sia la testa sia la bacinella con un asciugamano di spugna in modo da creare una sorta di capannello che trattenga i vapori al fine di respirarne il più possibile. Attenzione: soprattutto all’inizio, tali vapori sono molto caldi e c’è il rischio di ustionare viso e occhi. Per forme più lievi di congestione sono utili anche l’inspirazione delle esalazioni di cipolla fresca appena tagliata o delle tipiche caldarroste quando la stagione lo consente.

SE IO FOSSI…


Se io fossi un colore sarei sicuramente l’azzurro del cielo… a volte ricoperto da nuvole, ma sempre pronto a tornare limpido e chiaro.

Se io fossi un fiore sarei una margherita… estremamente semplice nella forma, ma con un gran sorriso.

Se io fossi un gusto sarei il dolce… quello che non si avverte appena ingerito, ma che una volta assaporato rimane per sempre.

Se io fossi un’espressione del viso sarei il broncio di un bambino… che non riesce a mascherare ciò che non gli piace.

Se io fossi un personaggio dei cartoni animati sarei Pinocchio… per niente sdolcinato, ma con un cuore enorme.

Se io fossi un suono sarei quello delle foglie calpestate in inverno… che per un attimo ti fanno dimenticare dove sei.

Se io fossi una biografia sarei sicuramente la Mia Biografia… perché nonostante tutto continuo ancora a sognare.

Fonte non specificata

La talpa e le sue tane.




La vita di una talpa è legata alla sua tana. Anzi, alle sue tane. Infatti questo piccolo insettivoro si nutre di lombrichi, bruchi ed altri insetti che caccia senza tregua, e le gallerie che scava diventano a loro volta vie di passaggio per tutti quegli insetti di cui si nutre. La rete di gallerie che una talpa scava è più o meno estesa a seconda del fabbisogno di cibo e può estendersi fino a settemila metri quadrati. Anche la profondità è variabile: più in superficie in primavera, quando gli insetti sentono il tepore della buona stagione; più in profondità quando arriva il freddo e gli insetti “si abbassano”. A seconda del tipo di terreno, poi, si possono identificare fino a sei livelli di gallerie sotterranee. Creatura solitaria, la talpa spende una grande quantità di energie per costruire le sue gallerie, ed è disposta a difenderle da intrusi con tutte le sue forze.

I VALORI


Prendetevi 5 minuti, un foglio di carta e una penna. E scrivete, uno sotto l’altro come nella lista della spesa, che cosa è davvero importante per voi. Che cosa vi fa alzare la mattina, che cosa vi porta al lavoro, che cosa vi fa ritornare a casa? A cosa non rinuncereste, cosa vi dà gioia, cosa vi dà sicurezza? Scritto? Ecco, questi sono i vostri valori: forse la salute, la famiglia, la moglie, il marito o i figli, forse l’automobile, oppure la fede, l’onestà, la condivisione. Forse le vacanze, la televisione o la partita di calcio, il matrimonio, la patria. Il cane, lo stipendio, le notti in discoteca. L’amicizia, la pace, la bellezza. Le scarpe nuove, il successo, il potere. La vita, la libertà. Non occorre metterli in ordine di importanza, vanno bene anche in ordine sparso: se abbiamo scritto con sincerità, ci restituiscono l’immagine del nostro cuore e il nostro modo di valutare la realtà. È una lista piena di cose? Di viaggi, di oggetti? Attenzione, c’è da chiedersi se ci possono bastare, se davanti agli inevitabili momenti di crisi, sapranno darci una ragione di speranza o se forse non è il caso di rimettere in ordine le nostre priorità, dando il giusto valore a quanto lo merita davvero.

Tratto da un testo di R. Florio

L’ASINO MORTO DAVANTI ALLA CHIESA


Una mattina, il parroco di un paesino di campagna, nell’uscire dalla canonica, trova un asino morto nel piazzale antistante il sagrato della sua chiesa. Non sapendo cosa fare, si reca in Comune e, caso strano per essere così di buonora, incontra il sindaco in persona. - Buongiorno, signor sindaco! - Buongiorno reverendo! A che debbo la sua visita così mattiniera? - Niente di grave, stia tranquillo, signor sindaco. Noi parroci abbiamo la brutta abitudine di saltar giù dal letto abbastanza presto. Ma vede, questa mattina, aprendo la chiesa, ho trovato un asino morto davanti al sagrato. Avrei pensato... - C’è poco da pensare, reverendo; lei sa molto bene che i funerali sono di competenza del parroco. Lei conosce molto bene i suoi doveri, immagino. - Per l’appunto, signor sindaco. Ho pensato, infatti, che sarebbe stato mio preciso dovere avvisare anzitutto i parenti più stretti del defunto.